Ocf vince la battaglia sulle polizze

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di Redazione 8 Agosto 2019 | 09:58

Tutto come previsto. Il decreto legislativo con correttivi e integrazioni al recepimento della Mifid 2 mantiene la disposizione che assegna all’Organismo di tenuta e vigilanza dell’albo unico dei consulenti finanziari, presieduto da Carla Rabitti Bedogni competenza sui consulenti finanziari che collocano fuori sede prodotti d’investimento assicurativi. Come riporta MF, il provvedimento è stato approvato il 6 luglio sera in via preliminare dal Consiglio dei ministri. Si tratta della nuova normativa europea sulla trasparenza degli strumenti finanziari e la conseguente protezione degli investitori.

Il nuovo ruolo dell’Ocf perònon trova concorde l’Ania. Come si evince dalle risposte alla consultazione indetta dal ministero delle Finanze, le compagnie avevano infatti chiesto l’eliminazione della norma, considerata in contrasto con le prescrizioni comunitarie in materia di «Autorità competenti» in quanto non la definizione non comprende le associazioni di categoria, nello specifico, di «intermediari assicurativi o riassicurativi». Per l’associazione presieduta da Maria Bianca Farina la disposizione rischia inoltre di essere in contrasto con il regolamento Ivass in tema di collaborazioni orizzontali tra intermediari e collaboratori.

Nella bozza che MF-Milano Finanza ha potuto consultare è confermato anche l’elenco «puntuale» degli intermediari tenuti ad avvalersi dei consulenti abilitati all’offerta fuori sede. Si tratta di sim, le banche italiane, le imprese di investimento e la banche dei paesi comunitari, le imprese di paesi terzi, le Sgr, le società di gestione Ue, le Sicav, le Sicaf, i Gefia comunitari e non, gli intermediari finanziari nell’elenco previsto dall’articolo 106 del Testo unico bancario. Un modo per evitare disparità di trattamento tra gli operatori «che infatti potrebbero svolgere attività di offerta fuori sede ove già stabilmente insediati in Italia mediante succursali», come si legge nei commenti che affiancano le norme poste in consultazione dal Mef.

Se le considerazioni dell’Ania non sono state accolte, il decreto recepisce invece le indicazioni e le richieste arrivate dall’industria con la cancellazione dell’obbligo di notifica preventiva dei kid, ossia dei documenti sintetici con le informazioni chiave sui Priip per descrivere in modo semplice il prodotto. Concede pertanto alla Consob guidata da Paolo Savona sei mesi di tempo per rivedere la propria regolamentazione e o trovare modalità alternative di vigilanza.

 

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