Banche: le implicazioni del recente movimento dei tassi

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di Gianluigi Raimondi 5 Aprile 2022 | 10:31

A seguito del recente movimento dei tassi di interesse, che ha portato nell’ultimo mese a un incremento degli indici Eurirs a 20 anni (utilizzato tipicamente per i mutui a tasso fisso) superiore ai 40 punti base e dell’Euribor a tre mesi di circa 10 punti (da -0.56% a -0.46%) sono state da più parti analizzate le proposte di mutuo da parte delle banche italiane, osservando come già nelle scorse settimane fosse stato avviata un’attività di repricing che proseguirà anche nel corso di aprile.

In questo scenario, gli analisti di Equita fanno notare come i movimenti dei tassi Eurirs andranno probabilmente a incidere prevalentemente sulla nuova produzione o sulle surroghe ma, con l’Euribor ancora in territorio significativamente negativo, “non ci aspettiamo già per il trimestre significativi benefici a livello di margine di interesse per il settore”.

Tuttavia, a detta della Sim milanese, il progressivo incremento dei tassi dovrebbe essere un elemento supportive per il settore, anche a fronte di un’eventuale minore domanda come conseguenza delle incertezze relative al contesto macroeconomico.

I titoli maggiormente esposti alla dinamica dei tassi di interesse sono, secondo quanto rilevato da Equita, Intesa SanPaolo e Banca Popolare di Milano. Tra le small c’è poi Credem.

In merito a MutuiOnline, tre sono le considerazioni di Equita:

i) storicamente la domanda di mutui è relativamente inelastica per tassi d`interesse più alti ma ancora contenuti (riteniamo entro un limite di ca. 3%/4%);

ii) un aumento dei tassi graduale e contenuto potrebbe creare un effetto di accelerazione della domanda di mutui per evitare di perdere occasioni di acquisto prima che i tassi salgano troppo, oltre a favorire il passaggio (=surroga) da mutuo da tasso variabile a tasso fisso;

iii) un aumento die tassi potrebbe portare a una minore erogazione di mutui con garanzia Stato, poiché quest`ultima misura implica un tasso massimo applicabile che potrebbe risultare troppo basso per la banca offerente in uno scenario di rialzo dei tassi in rialzo.

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