Certificati, banche italiane sulla rampa di lancio

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di Redazione 7 Settembre 2021 | 15:32

Alla fine di luglio l’European Banking Authority ha condotto gli stress test sui principali istituti bancari europei. Questa prova dell’EBA mira a comprendere come le banche esaminate reagiranno su un orizzonte temporale di tre anni, sia in uno scenario di base che in uno avverso. I risultati hanno mostrato come il sistema bancario italiano si posizioni poco al di sotto della media europea, passando comunque l’esame. In Europa infatti, il CET1 delle banche del Vecchio Continente dovrebbe mantenersi al 10,2% anche in un quadro negativo caratterizzato da una persistenza del Covid-19 e tassi bassi per più tempo.

Banche italiane, le migliori e le peggiori

Tra gli istituti bancari italiani il migliore è Mediobanca, mentre il peggiore è Banca MPS. Tuttavia per la banca senese il futuro potrebbe essere più roseo del previsto, specie se si dovesse concludere la fusione con UniCredit. Il risiko bancario è un tema di grande interesse in Italia. I tassi di interesse bassi, l’ammontare di crediti deteriorati e la digitalizzazione del comparto sono tra i fattori che hanno compresso negli ultimi anni la redditività delle banche italiane, che cercano quindi di unirsi per rafforzare il loro assetto patrimoniale.

Ad inaugurare il periodo delle fusioni è stata Intesa Sanpaolo con UBI Banca e alcune indiscrezioni vedrebbero come potenziali protagonisti anche BPER Banca, Banca Popolare di Sondrio, Banco BPM e Carige.

La normalizzazione della politica monetaria

Un fattore che tuttavia potrebbe aiutare le quotazioni azionarie degli istituti di credito sarà quello relativo all’inizio della normalizzazione della politica monetaria ultraespansiva messa in campo dalla Banca Centrale Europea al fine di mitigare gli effetti della pandemia. Diversi esponenti dell’Eurotower hanno infatti evidenziato come potrebbe essere tempo di ridurre il ritmo degli acquisti del PEPP, programma che dovrebbe comunque scadere a marzo 2022. Secondo diversi economisti, l’annuncio della riduzione potrebbe arrivare il prossimo dicembre. Questo dovrebbe avvenire principalmente a causa di due elementi: il primo è relativo all’intensità della ripresa economica nell’area Euro, il secondo è per l’aumento dell’inflazione, che dagli ultimi dati di agosto è arrivata al 3%. Se le misure restrittive dovessero poi essere accompagnate da un aumento dei tassi, le banche italiane potrebbero beneficiare di una ripresa della redditività, fortemente compressa in questi anni.

I certificati di Vontobel sulle banche italiane

A cura di Vontobel Certificati

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