Risparmio gestito, non c’è alternativa

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di Redazione 15 Novembre 2022 | 09:05

T.I.N.A., ovvero There is no alternative. Anche la comunicazione delle SGR sembra aver fatto proprio nell’ultimo quadrimestre il diktat realistico e spietato che anima ormai i mercati finanziari globali. Non c’è alternativa: Anche e soprattutto nei messaggi veicolati all’esterno è giunto il momento di affrontare con sincerità e precisione i rischi di sistema prevalenti in questo momento. Di chiarirne peso e portata per meglio aiutare la comprensione da parte di tutti gli intermediari finanziari.

MediaCognition, società d’analisi indipendente, ha analizzato la comunicazione sui media online di 45 tra le maggiori società di Gestione che comunicano in Italia, prendendo in esame nell’ultimo quadrimestre oltre 8900 articoli. Attraverso l’utilizzo di metriche proprietarie afferenti al dominio del Natural Language Processing e dell’Advanced Machine Learning è stato così possibile leggere in filigrana quanto i rischi e i fattori critici di gestione abbiano influito sulla comunicazione delle SGR. Alla fine delineando un panorama comunicativo non privo di criticità ma soprattutto profondamente differente rispetto alla narrativa vigente durante il “grande sonno” dei tassi e l’abbondante liquidità.

Che si tratti di un risveglio a tratti anche doloroso, lo dimostra innanzitutto la ripartizione globale della comunicazione che mostra ben il 43% incentrato sull’analisi dei rischi e solo il restante 57% destinato ad affrontare temi gestionali non riportabili direttamente a elementi critici di periodo. In questa ripartizione, i Rischi Economico-finanziari rappresentano il 54,69% del totale seguiti a grande distanza dai Rischi Geopolitici con il 16% e a seguire il Rischi Sociali (12,54%), Ambientali (11,64%) e Tecnologici (4,02%).

Anche il sentiment espresso dagli articoli delle testate online sembra risentire del momento travagliato dei mercati. Pur con le dovute eccezioni tra le 45 SGR monitorate (alcune delle quali hanno mostrato una direzione rigorosa dei messaggi in senso positivo-gestionale), il totale degli articoli orienta decisamente verso una percezione non ottimistica del periodo, con il 72% degli articoli con sentiment negativo nel mese di ottobre. Va inoltre sottolineato come l’intensità media degli articoli a sentiment negativo risulti abbastanza elevata, mentre al contrario gli articoli con orientamento positivo hanno una intensità quasi assente, risultando di fatto portatori di messaggi improntati alla neutralità.

D’altra parte, la tempesta perfetta che si è abbattuta sui mercati innescata dai noti fattori di domanda e offerta non poteva che generare una risposta nella comunicazione adeguata alla criticità del periodo. Se ne ha riprova dal fatto che la maggioranza degli articoli lascia trasparire (ed è inevitabile) la paura come emozione prevalente, sebbene a ottobre si registri un calo al 53% sul totale degli articoli analizzati, rispetto al 56% di settembre. Dato che sembra indicativo di un assestamento narrativo e del ritorno a trattare temi più inerenti ai megatrend e meno all’attualità di momento.

Entrando più in dettaglio, la ricerca di MediaCognition individua, utilizzando tecniche statistiche, i rischi che maggiormente hanno segnato la narrazione dei gestori negli ultimi mesi. Ancora una volta i dati mostrano una netta prevalenza di temi legati al dominio economico finanziario, con l’Inflazione risultato il tema principale (presente nel 49,56% degli articoli da luglio a ottobre) e la Leva risultato (a sorpresa) a ottobre l’argomento critico maggiormente trattato dai gestori rientrando nel 51,27% degli articoli analizzati, dimostrando una crescente consapevolezza del rischio legato a un rientro troppo repentino dall’eccesso di liquidità immesso nel sistema (hard landing) e la contemporanea svalutazione del collaterale di garanzia dovuto alla crescita dei tassi. Non a caso anche il tema della Liquidità risulta tra i fattori critici da monitorare con più attenzione nel prossimo periodo, con una presenza costante nell’esposizione dei gestori – pari al 14% a ottobre – insieme a temi di assoluta centralità che occupavano un posto centrale nella narrazione quali Guerra, Clima e Pandemia. L’era T.I.N.A ancora non è conclusa.

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