La scelta di Sofia/E ora sotto con la fase più interessante del semestre

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di Redazione 2 Novembre 2016 | 08:30

“Il mercato azionario ha leggermente ripiegato rispetto ai massimi di periodo, offrendo l’attesa potenziale opportunità Equity di fine mese”, spiega Paolo Marongiu di Sofia Sgr nel consueto rapporto settimanale.

“Ovviamente c’è ancora da capire se – prendendo come riferimento Stoxx 600 – sia sufficiente il riappoggio già effettuato sulla Media Mobile a 200 giorni (area 338) o se invece il punto decisivo sarà area 330 a novembre. La differenza tra i due livelli non è però così eclatante. Entriamo nella fase potenzialmente più interessante del secondo semestre”, continua Marongiu, da cui ci aspettiamo sorprese interessanti, in particolar modo per l’azionario. Lasciamo per un attimo da parte il Mib – che ha vissuto un revival importante nelle ultime settimane dopo aver vissuto però mesi di severissima underperformance – e concentriamoci invece sui mercati più “diversificati”.

L’Europa ha una resistenza molto importante, che costituisce uno spartiacque tra “rimbalzo in mercato calante” e “trend” degno di questo nome; per l’Indice Eurostoxx 50 questo livello passa a 3100, ed è la stessa resistenza che sta arginando i mercati più qualitativi: sia in USA (e MSCI World) che in Europa (con Stoxx 600) da fine agosto in poi il saldo è negativo, è bene ricordarlo.

“L’occasione appare propizia, dato un contesto macro comunque benigno, considerato l’ingresso nella fase di stagionalità favorevole ed un pattern statistico bullish (la cosiddetta “Halloween Trade”), il tutto inserito nel segnale di medio termine più volte citato a partire dall’immediato post-Brexit. Il mercato ha quindi le potenzialità per rompere al rialzo.

Tutto ciò a nostro avviso rimarrà valido qualora il Dow Jones tenga quota 18000 ed S&P500 faccia altrettanto con il supporto di 2120, minimo relativo sia a settembre che ottobre”.

Quanto all’Italia, la dinamica di reversal sui tassi sembra sempre più definita, il sell-off sui Bond Risk Free visto in questi giorni parla chiaro ed evidenzia come qualcosa stia cambiando su questo fronte”, prosegue Marongiu.

Il mercato sta smettendo di scontare tassi sempre più negativi e questa dinamica – se verrà confermata e non si rivelerà soltanto un fuoco di paglia come in altre occasioni – aiuterà ancora i bancari ed il Mib, che questa volta potrebbero essere della partita. E quando i movimenti rialzisti dei mercati sono accompagnati da un settore bancario forte, il trend risulta enormemente più solido e succulento per gli investitori.

“Dopo lo spunto vissuto dai mercati azionari europei la scorsa settimana, l’ottava in corso ha visto una rilassatezza generalizzata, ma con Italia e Spagna che hanno strappato ancora, pur timidi, rialzi”, sottolinea Claudio Manfrin.

“Nonostante i venditori stiano tentando di contenere le quotazioni all’interno delle sopracitate resistenze (area 3100 di Dj Eurosotxx50 ed area 17400 per il listino domestico) riteniamo possibile la continuazione della forza sia assoluta sia relativa a favore dell’Europa rispetto al resto del Mondo. Rimane comunque essenziale per la buona intonazione generale uno stazionamento del listino statunitense al di sopra delle aree 2100 e 2050 e una continuazione ‘controllata’ dell’irripidimento delle curve dei rendimenti di Eurozona, Stati Uniti e Giappone”.

Antonio Vogini, di Sofia Sgr, evidenzia l’accelerazione sul fronte tassi registrata la scorsa settimana e già riportata precedentemente.

“Gli annunci della BOJ, l’imminente rialzo da parte della Fed e una progressiva presa di coscienza dell’utilità di avere tassi a lungo comunque positivi, stanno gradualmente portando alla revisione al rialzo dei tassi decennali. Di questa situazione stanno beneficiando i titoli finanziari, fortemente penalizzati da inizio anno”.

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