Nei prossimi mesi euro rimarrà a 1,15-1,20 contro dollaro

A
A
A
di Luca Spoldi 18 Ottobre 2017 | 12:37

UBS WM ITALY VEDE EURO/DOLLARO STABILE – L’andamento dei cambi è uno dei fattori che maggiormente può incidere sul rendimento dei vostri investimenti e per questo capire se l’euro è destinato ad apprezzarsi o a perdere terreno contro le principali valute mondiali è sempre un tema da non sottovalutare. Al riguardo, secondo l’opinione di Matteo Ramenghi, Chief investment officer di Ubs WM Italy, dopo il rally estivo dell’euro contro il dollaro ci si può aspettare che nei prossimi mesi il cambio resti più stabile, in un range compreso tra 1,15 e 1,20, leggermente al di sotto del suo valore teorico basato sulla parità del potere di acquisto, che si colloca a 1,27. Ci sono tuttavia, nota l’esperto, diverse aree d´incertezza che potranno influire sull’andamento del cambio nei prossimi mesi quali la politica monetaria, la politica fiscale e il posizionamento degli investitori.

FONDI HANNO RIDOTTO SOVRAPPESO SUL DOLLARO – A inizio anno gran parte degli investitori aveva un sovrappeso sul dollaro, sia per timore di una rottura dell’euro prima delle elezioni francesi, sia perché l’economia americana marciava più rapidamente di quella europea. Per quanto riguarda i fondi d’investimento, agli uomini di Ubs WM Italy pare che il sovrappeso sul dollaro sia stato ridotto notevolmente durante l´estate e non ci aspetta pertanto ulteriori spostamenti di entità tale da influire sul livello del cambio. Qualche incertezza rimane riguardo l’andamento delle riserve valutarie delle banche centrali extra-europee: se si dovessero verificare altri ingenti riposizionamenti, l’euro potrebbe infatti rafforzarsi ulteriormente, almeno su base temporanea.

BCE AVVIERA’ TAPERING DA GENNAIO – Quanto alle politiche fiscali e monetarie, negli Stati Uniti sono quelle fiscali a prevalere, mentre l’opposto accade nell’eurozona dove ci si attende che la Bce riduca, dal prossimo gennaio, gli acquisti di titoli di stato e obbligazioni corporate sul mercato (cosidetto “tapering”, ndr) dagli attuali 60 miliardi di euro al mese a 30/40 miliardi, estendendo la durata del programma di quantitative easing di circa nove mesi, guadagnando così tempo finché la situazione politica si sia chiarita. Tra i fattori di incertezza che restano in Europa vi sono la Brexit, che sta procedendo a rilento, i Paesi Bassi ancora privi di una coalizione di governo, la coalizione di governo in via di formazione in Germania che potrebbe portare qualche insidia per il governo della Ue, l’Italia che andrà a votare tra qualche mese, l’Austria che ha appena votato, e il nodo della Catalogna, non facile da risolvere.

USA, DIPENDERA’ TUTTO DA RIFORMA FISCALE – Negli Usa per contro la Federal Reserve potrebbe procedere con un ulteriore rialzo dei tassi già a dicembre, ma a influire sul cambio sarà soprattutto la proposta di bilancio pubblico e di riforma fiscale che verrà formulata dall’amministrazione Trump che se approvata potrebbe rilanciare l’economia, consentendo alla Federal Reserve rialzi più spediti. Di conseguenza, il dollaro potrebbe rafforzarsi. Tenendo in considerazione tutti questi fattori, Ubs WM Italy si aspetta che il cambio euro-dollaro rimanga nel range 1,15-1,20, anche se le cose potrebbero cambiare tra qualche mese, quando il quadro politico europeo sarà definito e la Bce avrà svelato le proprie carte.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Asset allocation, Eurozona: Btp un toccasana

Mercati: Bce forse pronta a rottamare il Pepp

Banche, ai soci 6mld di cedole

NEWSLETTER
Iscriviti
X