Wisdom Tree fa chiarezza su come valutare la liquidità di un Etp

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di Luca Spoldi 9 Gennaio 2018 | 16:21

Gli Etp e quel pregiudizio sulla liquidità

Poiché l’utilizzo degli Etp è avvenuto solo in tempi relativamente recenti, su questi strumenti gravano diversi pregiudizi, tra i quali spicca un diffuso fraintendimento a proposito della liquidità disponibile. Molti investitori, ricorda una nota di WisdomTree, credono che gli Etp non siano negoziabili in dimensioni istituzionali. La realtà non potrebbe essere più lontana da questa convinzione.

Non basta valutare i volumi di scambio

Il fraintendimento, spiegano gli esperti, nasce dagli investitori che valutano i volumi di negoziazione degli Etp come se si trattasse di un singolo titolo e, su tale parametro, fondano il loro concetto di dimensione negoziabile. Tralasciando una delle caratteristiche essenziali di questi strumenti: si tratta di fondi comuni aperti che possono essere creati o riscattati su base giornaliera. Tale processo consente all’Etp di accedere alla liquidità disponibile sul mercato sottostante, oltre alla liquidità fornita dal volume giornaliero di negoziazione.

Liquidità dipende da mercato secondario e primario

A trainare la liquidità degli Etp sono due mercati: il secondario, costituito da quote di Etp che passano dagli investitori che vendono agli investitori che acquistano, e il primario, a cui accedono esclusivamente i market maker specializzati, noti come partecipanti autorizzati (Ap). È il mercato in cui gli Ap creano Etp per soddisfare la domanda in eccesso o li riscattano per rimuovere l’offerta in eccesso sul mercato in un determinato giorno. Se si mettono insieme questi due aspetti si noterà che la liquidità disponibile complessiva è trainata dal turnover del mercato secondario, sommato alla liquidità del mercato sottostante.

Quote Etp contro paniere sottostante

In effetti il meccanismo di creazione/riscatto consente l’incremento o la riduzione delle quote di Etp a seconda della domanda, senza che ci siano ripercussioni sugli altri investitori del fondo. In un caso si possono creare nuove quote in cambio di attivi sottostanti, nell’altro il numero di quote può essere ridotto scambiando quote contro attivi tramite un Ap. Il paniere sottostante può essere scambiato direttamente con le quote di Etp e ciò significa che per creare o riscattare l’Etp può essere utilizzata tutta la liquidità disponibile sul mercato sottostante.

Occorre valutare liquidità implicita

Per poter stabilire la liquidità di un Etp è dunque essenziale capire la liquidità del sottostante, monitorata da un parametro chiamato Liquidità implicita dell’Etp, elaborato per rispondere alla domanda: “Qual è la quantità massima di un dato Etp che potrei negoziare senza effetti sulle quotazioni dei titoli sottostanti?”. Ciò avviene individuando il titolo meno liquido nel paniere dell’Etp, prendendo il 25% dell’Adv (una stima conservativa della somma negoziabile di un titolo senza che ci siano delle ripercussioni sul prezzo) e usando poi la ponderazione dei titoli in paniere per dedurre la Liquidità implicita dell’Etp.

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