Di Maio vuole reddito di cittadinanza costi quel che costi, Tria lo corregge

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di Luca Spoldi 29 Agosto 2018 | 10:55

Di Maio insiste su reddito di cittadinanza

Le dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio circa l’intenzione del governo di varare comunque entro il prossimo anno il reddito di cittadinanza anche se ciò comportasse la violazione della regola comunitaria di contenere il deficit sotto il 3% del Pil continua a pesare sui mercati italiani, con gli investitori che sembrano intenzionati ad alleggerire le posizioni sia sull’azionario sia sull’obbligazionario, anche in vista di un possibile downgrade del rating sovrano se lo sforamento del tetto del 3% fosse confermato col varo della prossima manovra di bilancio.

Piazza Affari resta incerta, stabili i Btp

Così a Piazza Affari, già ieri apparsa in ritardo rispetto a tutte le altre borse europee, la giornata apre con indici in calo tra lo 0,10% e lo 0,5%, a fronte di un modesto rialzo dei listini di Parigi e Francoforte (attorno allo 0,10%-0,15% a testa) e di un moderato calo del paniere Eurostoxx50 (-0,2% dopo la prima ora e mezza di scambi). Dal canto loro i Btp vedono il rendimento a 10 anni confermarsi attorno al 3,15%, con uno spread contro Bund che flette solo frazionalmente riportandosi appena sotto il 2,76%.

Tria smentisce Di Maio e rassicura i mercati

A limitare i danni sono infatti servite le dichiarazioni del ministro dell’Economia e finanze, Giovanni Tria, che parlando da Pechino ha smentito Di Maio ribadendo che il governo italiano non ha alcuna intenzione di superare il tetto del 3%. Il ministro, la cui posizione rischia peraltro di entrare in rotta di collisione con quella dei due vicepremier Di Maio e Salvini, ha anche aggiunto di non essere preoccupato dagli ultimi rialzi dello spread.

Investitori esteri in fuga dai Btp

Spread che invece per molti trader segnala la sempre maggiore preoccupazione che gli investitori nutrono nei confronti dell’Italia, preoccupazione che ha già portato gli investitori esteri a ridurre la propria esposizione ai titoli di stato italiani di 96 milioni tra aprile (saldo netto -25 miliardi di euro), maggio (saldo netto -33 miliardi) e giugno (saldo netto -38 miliardi), con una tendenza all’accelerazione delle vendite.

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