Governo rivede obiettivi manovra, i mercati apprezzano e lo spread cala

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di Luca Spoldi 3 Ottobre 2018 | 09:47

Palazzo Chigi rivede i conti

Il duro monito arrivato da Bruxelles sembra fare breccia nel governo italiano, che dopo gli incontri di ieri dovrebbe tornare a riunirsi oggi a Palazzo Chigi intorno all’ora di pranzo per ritoccare le cifre della nota di aggiornamento al Def e della prossima manovra, confermando un obiettivo di deficit/Pil al 2,4% solo per il 2019, ma accettando di far calare il deficit nei due anni seguenti, secondo alcune fonti “probabilmente” al 2,2% nel 2020 e al 2% nel 2021.

Btp in recupero, cala lo spread

Non è detto che basti a Bruxelles, ma già la disponibilità del governo italiano a rivedere le cifre di una manovra che secondo gli euroburocrati avrebbe potuto compromettere la stabilità dell’eurozona è un segnale che il mercato giudica incoraggiante, tanto che sul mercato secondario il Btp a 10 anni vede il rendimento ridiscendere al 3,35% (dal 3,44% di ieri sera) e lo spread Btp-Bund restringersi al di sotto del 2,9% dopo aver chiuso ieri appena sopra il 3,01%.

Polemiche per le frasi di Borghi

Intanto dopo le dichiarazioni a favore di un’uscita dall’euro e di un ritorno alla lira, crescono le polemiche attorno al leghista Claudio Borghi, attuale presidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati con un passato da responsabile del trading sull’azionario italiano per Merrill Lynch prima e per Deutsche Bank poi. Dichiarazioni da cui il quotidiano Il Giornale prende le distanze con un editoriale del direttore Alessandro Sallusti che sottolinea come in un momento delicato come l’attuale dire, come ha fatto Borghi, che “l’Italia dovrebbe mettersi a stampare moneta” significhi buttare “benzina sul fuoco”, cosa che “fanno solo gli idioti o i terroristi”.

Banche guidano rimbalzo, male il lusso

Del rimbalzo dei Btp italiani e del clima leggermente meno teso beneficia anche Piazza Affari, col Ftse Mib a +1,1% dopo una mezzora di lavoro, con Banca Generali, Banco Bpm, Bper Banca, Intesa Sanpaolo e Ubi Banca in rialzo tra i 2 e i 3 punti percentuali a testa. Pochi i segni negativi, tra cui Moncler, Luxottica e Ferrari, per lo scattare di prese di profitto sul comparto moda-lusso.

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