Decreto #iorestoacasa: che si può fare (o no) fino ad aprile

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di Luca Spoldi 10 Marzo 2020 | 15:17

Scuole chiuse fino al 3 aprile

Il decreto “#iorestoacasa” varato ieri sera dal premier Giuseppe Conte estende a tutta Italia le limitazioni già previste per la Lombardia e 14 province (tra cui la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e università fino al 3 aprile), aggiungendo peraltro alcune ulteriori previsioni. Per fare chiarezza proviamo a ricordarle.

Uscite di casa sempre motivate

Si può uscire di casa solo per esigenze lavorative, motivi di salute e per necessità. Tali esigenze, che potranno essere richieste dalle forze dell’ordine, vanno attestate mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia o scaricati da internet (scaricando il nuovo modulo di autocertificazione del Ministero dell’Interno aggiornato al Dpcm 9 marzo). Uscire di casa per andare a cena o fare una passeggiata o gita con amici è dunque da evitare. Si ricorda che una falsa dichiarazione è un reato.

Divieto di assembramento

Sull’intero territorio nazionale è da oggi, 10 marzo 2020, e fino al 3 aprile prossimo vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Le attività di ristorazione e bar sono consentite unicamente dalle 6 alle 18, con obbligo da parte del gestore di garantire il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro. Non sarà dunque possibile invitare o recarsi a cena fuori casa (o anche solo farsi recapitare una pizza o un panino dopo le 18) fino al 3 aprile.

Centri commerciali chiusi sabato e domanica

Per i centri commerciali e i mercati è disposta la chiusura nei giorni festivi e prefestivi. Nei giorni feriali il gestore dell’esercizio commerciale deve garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro. La chiusura non è disposta per farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari (che comunque devono garantire distanza di un metro tra le persone).

Stop a ogni competizioni sportive

Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Restano consentite solo quelle organizzate da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti a porte chiuse o all’aperto senza la presenza di pubblico. Ciò significa che la Champions League e la Uefa League (ma anche eventuali gare di Formula Uno, Moto Gp, tornei di tennis o altro) potranno svolgersi purché senza pubblico.

Allenamenti a porte chiuse

Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali e internazionali (come ad esempio gli Europei di calcio).

Stop a palestre, piscine, spa e centri ricreativi

Sono invece sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi. Stop che, come nel caso di quelli per negozi, centri commerciali, bar e ristoranti, resteranno in vigore sino (almeno) al 3 aprile prossimo compreso. L ‘emergenza coronavirus fa dunque fare un salto all’indietro alle abitudini degli italiani riportandoli forzatamente a quelle dei loro nonni, ci si augura in modo temporaneo.

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