100 milioni per le PMI italiane dal marketplace lending a maggio

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di Finanza Operativa 21 Giugno 2017 | 19:00

A cura dell’Ufficio Studi di BorsadelCredito.it

Le piccole imprese italiane? Si sono fatte finanziare dal P2P lending per 100 milioni di euro. La stima di BorsadelCredito.it si basa sui calcoli elaborati partendo dall’erogato delle piattaforme più rodate e da quello dei nuovi operatori di recente approdati sul mercato domestico. Secondo i numeri ufficiali, quelli raccolti da P2P Lending Italia e aggiornati a fine maggio, l’erogato per le PMI sarebbe a quota 78 milioni di euro. Ma alla cifra tonda si arriva facilmente se si aggiungono gli erogati di Credimi e quelli di CrowdCity, entrambi nuovi operatori nell’invoice trading. Gli stessi analisti di P2P Lending Italia ne sono certi: “i volumi cumulati erogati nei primi cinque mesi del 2017 – pari a 52,1 milioni – si attestano a un ritmo annualizzato di quasi 125 milioni, una crescita del 100% rispetto ai volumi 2016 (64 milioni),” ma “siamo convinti che il dato finale per il campione sotto osservazione risulterà più alto, grazie al contributo aggiuntivo di CashMe e Lendix, e perché contiamo di aggiungere nei prossimi mesi i volumi originati da altri player già operanti, come e Credimi e CrowdCity (Sconto Fatture) e in procinto di entrare sul mercato”.

Insomma, il mercato cresce e per quanto si tratti ancora di briciole, è una buona notizia. Briciole se paragonate ad esempio alla domanda monstre di PIR che avrebbero dovuto raccogliere 18 miliardi in cinque anni e che sono già a quota 10 secondo le nuove stime a tutto il 2017, basate su quanto fatto nei primi tre mesi dell’anno. I PIR sono strumenti creati dal legislatore per incentivare l’economia reale. In teoria, aggiungiamo noi, perché questo enorme flusso di liquidità che li ha investiti sarà molto difficile da collocare seguendo le regole che sono state stabilite: un portafoglio investito al 70% in strumenti quotati e non quotati di società quotate o no, residenti in Italia o con stabile organizzazione del nostro Paese; di cui il 30% fuori dal Ftse/Mib, il listino principale di Piazza Affari.

Alla fine le Sgr punteranno probabilmente su Star o su Aim per colmare il vuoto, difficilmente sceglieranno di andare fuori dagli strumenti quotati (su società per cui non esistono ricerche, rating, possibilità di valutazione efficace dei fondamentali): ma collocare 10 miliardi all’anno per cinque anni in quella che è la Borsa più rarefatta del mondo Occidentale sarà impresa ardua. Tanto che alla fine tutto potrebbe risolversi in una bolla. La miopia di chi ha disegnato quei prodotti si è rivelata nel non consentire che potessero investire anche nel P2P lending dedicato alle PMI, come d’altronde già avviene in Uk. P2P lending a cui, come dimostrano i numeri, le aziende iniziano a rivolgersi sempre più anche in Italia.

Ma torniamo ai numeri, per provare a evincerne una direzione di sviluppo. In totale, i volumi erogati nel mese di maggio si sono attestati a 12,86 milioni di euro, un record assoluto, che polverizza quello precedente di 10,95 milioni registrato lo scorso novembre. Maggio ha segnato un progresso del 33% rispetto ad aprile e del 200% rispetto a un anno fa. Scrive P2P Lending Italia: “anche in termini omogenei – ovvero tenendo conto che 12 mesi fa non erano ancora operative tre delle piattaforme oggetto del nostro campione – l’aumento anno su anno risulta in tripla cifra, attestandosi a +166%. Nuovo record assoluto anche per il numero di nuovi prestiti erogati nel mese: in aumento a 912 dai 581 di Aprile, e in crescita del 202% su base annua totale e del 188% su base annua omogenea (di nuovo, depurando il nuovo contributo di Soisy, CashMe e Lendix)”.

Andando più in dettaglio, l’erogato complessivo da inception (ovvero dall’inizio dell’attività) delle aziende campione è a fine maggio di 146,5 milioni di euro, con una crescita rispetto ad aprile del 9,6% e rispetto a maggio 2016 del 256%.

Di questi 146 milioni, 68,4 milioni “sono relativi alle quattro piattaforme operanti nel segmento Prestiti Personali mentre i rimanenti 78,1 milioni si riferiscono alle quattro piattaforme specializzate nei Prestiti alle Imprese. L’analisi disaggregata di questo segmento mostra per i Prestiti alle Imprese (a medio e lungo termine) una crescita dei volumi a 12,8 milioni di euro. Il sub-segmento Sconto Fatture mostra invece una crescita dell’erogato da inception a 65,3 milioni di euro. I volumi cumulati, il nostro erogato da inception, si riferiscono a un totale di 12.038 prestiti erogati rispetto a 11.126 a fine Aprile, di cui: 10.776 prestiti ad individui, 317 prestiti alle imprese, 945 prestiti relativi ad acquisto di fatture dalle stesse”.

Piccoli passi, rispetto al mercato mondiale, in cui nel solo mese di maggio i nuovi prestiti, consumer e business cumulati, sono ammontati a 500 milioni. I 146 milioni raccolti invece da inception, sempre considerando sia business che consumer, sono una briciola rispetto ai 2,6 miliardi dell’Europa senza il Regno Unito, per non dire degli 11,6 miliardi raccolti in Uk e dei quasi 55 degli Usa (Dati Altfi).

Ma focalizzando lo sguardo sui prestiti alle imprese, la posizione italiana cambia: nell’Europa ex Uk, i business lender hanno erogato in tutto 414 milioni a cui vanno aggiunti i 149 dell’invoice financing. Insomma, non sfiguriamo affatto, specie nel settore dell’invoice, ed è facile comprenderne il perché, visti i tempi biblici di pagamento delle fatture a cui siamo abituati.

Svetta invece il Regno Unito, il modello al quale tutte le piattaforme continuano a ispirarsi e che in ambito prestiti diretti alle PMI ha cumulato un erogato di 5,344 miliardi a cui si deve aggiungere il miliardo abbondate dell’invoice trading; infine negli Usa la parte del leone la fanno senza dubbio i prestiti personali, anche se quelli alle imprese ammontano ai 6 miliardi erogati dalla piattaforma OnDeck, sempre secondo i dati raccolti da Altfi.

Il segmento che ha le maggiori potenzialità di crescita nel nostro Paese, a guardare questi numeri, è senza dubbio quello dei prestiti alle PMI, che è esattamente il business di BorsadelCredito.it, proprio perché è il più piccolo e il più giovane. La speranza è che anche chi ha il potere di decidere sblocchi quelle porte che ne consentirebbero uno sviluppo esponenziale.

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