Le materie prime beneficiano dell’impulso della crescita globale

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 28 Dicembre 2017 | 16:00

Di David Donora, Responsabile materie prime di Columbia Threadneedle Investments

Il contesto molto favorevole ci rende fiduciosi in un significativo rialzo dei prezzi delle materie prime nel 2018. Una più forte crescita economica nei paesi sviluppati e in via di sviluppo, un dollaro statunitense più debole e ulteriori stimoli fiscali sono solo alcuni dei fattori che favoriranno un aumento della domanda. Allo stesso tempo, l’offerta rimarrà limitata in quanto i produttori di commodity preferiscono restituire liquidità agli azionisti piuttosto che puntare sulla loro espansione.

Le prospettive per i metalli di base e l’energia derivata dal petrolio appaiono particolarmente positive, e ci attendiamo che i metalli preziosi vengano sostenuti da un aumento dell’inflazione. Lo scenario per i prodotti agricoli appare più difficile da prevedere, ma nel complesso nei prossimi 12 mesi una convergenza di fattori favorevoli dovrebbe supportare un aumento dei prezzi in tutti i mercati delle materie prime.

Con l’arrivo del 2018, è possibile individuare diversi fattori macroeconomici degni di nota che dovrebbero dare slancio ai prezzi delle commodity.

  • Il primo e il più significativo è che, per la prima volta dall’inizio della crisi finanziaria globale, la crescita economica sta battendo le previsioni di consenso sia nei mercati emergenti sia in quelli sviluppati. Ciò è di incentivo alle spese in conto capitale e alla costruzione di fabbriche, incrementando la domanda di materie prime.
  • In secondo luogo, nel 2017 il dollaro USA si è significativamente indebolito, determinando un aumento della predilezione per le commodity al di fuori degli Stati Uniti a causa della diminuzione dei prezzi in altre valute. Ci aspettiamo che nel 2018 il dollaro mantenga un andamento stazionario, o che vada incontro a un ulteriore lieve indebolimento. Questo sosterrà la domanda, soprattutto nei mercati emergenti.
  • In terzo luogo, ci attendiamo maggiori stimoli fiscali nei mercati sviluppati, sulla scia delle riduzioni d’imposta negli Stati Uniti. Le materie prime dovrebbero beneficiare dall’abbandono degli stimoli monetari a favore delle politiche di bilancio. Prevediamo che ciò alimenterà una significativa crescita dell’inflazione in tutti i mercati sviluppati, nell’ordine del 3-5% su dodici mesi.

Vincoli sul lato dell’offerta

Allo stesso tempo, le scorte continuano a contrarsi in quanto i produttori appaiono poco propensi ad aumentare il proprio indebitamento per incrementare la produzione. Nel corso della fase ribassista del mercato degli ultimi sei anni è avvenuto un cambio della guardia nei consigli di amministrazione di molti produttori di materie prime. In questa fase del ciclo, in passato, le società produttrici di commodity puntavano a espandere la produzione, mentre ora sembrano seguire un altro credo. La nuova guardia si focalizza sulla riduzione dei costi e la restituzione di liquidità agli azionisti sotto forma di riacquisto di azioni proprie e distribuzione di dividendi. Tutto ruota attorno al deleveraging dei bilanci e alla creazione di valore per gli azionisti, anziché all’aumento della produzione.

Tali vincoli sul lato dell’offerta sono musica per le orecchie degli investitori in materie prime. L’incapacità dal lato dell’offerta di rispondere energicamente alla significativa crescita della domanda comporta che l’aumento dei prezzi, quando si verificherà, potrebbe risultare davvero consistente.

Non è quanto avvenuto nel 2017. Nel corso dell’anno l’indice di riferimento Bloomberg Commodities Index (BCOM) ha deluso le aspettative. Tuttavia, il rendimento piatto dell’indice ha celato aree di forza. Alla data di redazione del presente documento, i metalli di base, tra cui rame, alluminio e zinco, hanno guadagnato circa il 20%, l’oro è salito di circa il 9% e alcune aree del mercato dell’energia derivata dal petrolio hanno a loro volta realizzato rendimenti positivi2.

L’andamento complessivamente stazionario dell’indice è imputabile a un declino dei prezzi delle materie prime agricole e “soft”, che ha controbilanciato gli aumenti di metalli ed energia. Un approccio attivo agli investimenti sembra il più appropriato per sfruttare le opportunità anche nell’anno a venire. Dunque, come ci siamo posizionati per beneficiare delle prospettive favorevoli?

Prospettive mutevoli

Privilegiamo i metalli di base, in quanto la crescita economica globale sincronizzata stimola la domanda in tempi di contrazione dell’offerta. Nel caso specifico dell’alluminio, l’estensione dei tagli alla produzione in Cina è ancora incerta. Tuttavia, sappiamo che a livello globale all’inizio del 2017 vi era capacità produttiva in eccesso. L’aumento del prezzo dell’alluminio nel 2017 è legato in misura rilevante al ritiro cinese della propria produzione annua dal mercato.

Per quanto riguarda il petrolio, il mercato è entrato in un periodo di incertezza politica. Le riforme avviate dall’erede al trono dell’Arabia Saudita, il principe Mohammed Bin Salman, hanno minato la stabilità di cui il Medio Oriente ha goduto per un lungo periodo, il che potrebbe influire sulla produzione di oro nero e rendere i prezzi più volatili.

Nel medio termine, vediamo con favore i metalli preziosi. Secondo le previsioni l’oro trarrà beneficio dall’aumento dell’inflazione, ed è oggetto di acquisti crescenti a copertura di eventi che potrebbero causare una correzione dei mercati azionari.

Prevedere le prospettive per le materie prime agricole è più difficile, in quanto estremamente dipendenti dalle condizioni climatiche. Tuttavia la domanda è stata così elevata che, nonostante il clima fantastico per le coltivazioni degli ultimi tre anni, le scorte non sono state ricostituite. La domanda cinese di materie prime agricole, semi oleosi in particolare, si è mantenuta sorprendentemente forte. Solo un evento climatico avverso significativo, in grado di danneggiare i raccolti, potrebbe spingere in modo rilevante i prezzi dei prodotti agricoli verso l’alto.

Ci attendiamo un 2018 positivo

Le favorevoli dinamiche domanda/offerta stanno sostenendo i prezzi in tutti i mercati delle materie prime, spingendoci a prevedere che il 2018 sarà un anno positivo. Vi sono tuttavia anche aree di incertezza e potenziale volatilità. Anche in tale congiuntura favorevole gli investitori dovranno adottare un approccio selettivo. Ogni singola materia prima è esposta ai propri fattori fondamentali e tecnici. In questo contesto, un approccio attivo all’asset allocation continuerà ad essere fondamentale.

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