Brexit, atto finale? Forse non ancora

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di Finanza Operativa 14 Gennaio 2019 | 18:30

A cura di David Jones, Chief Strategist Capital.com
Non c’è alcun bisogno di ricordare quale sia l’evento principale per i mercati del Regno Unito in questa settimana: nella serata di martedì 15 gennaio, il Parlamento britannico voterà se accettare o meno l’ultimo accordo sulla Brexit proposto dalla Premier Theresa May. Sarà, questa, l’ultima occasione per capire se il paese si avvicini maggiormente a un’uscita senza accordo dall’UE.
Ciò che è interessante evidenziare è come ha reagito la sterlina nelle ultime settimane. All’inizio della settimana è stata scambiata vicino a un massimo nei due mesi rispetto al dollaro USA, suggerendo che i mercati valutari potrebbero essere propensi a credere nella possibilità di un ritardo dell’uscita del Regno Unito.
Data la performance relativamente forte della sterlina finora registrata quest’anno, gli investitori più coraggiosi potrebbero ritenere che una grande parte delle cattive notizie sia già stata scontata nella valuta e che, salvo una catastrofe ancora imprevista, perfino l’uscita senza accordo possa esser vista con un relativo sollievo, per il fatto che alla fine si porrebbe comunque termine ai continui (e incerti) negoziati ‘stop/start’.
Lasciando da parte Brexit, quella appena iniziata sarà una settimana importante anche per i mercati azionari. La stagione degli utili negli Stati Uniti inizia con i risultati di Morgan Stanley e Netflix, che stanno per rilasciare i loro ultimi aggiornamenti trimestrali.
I mercati azionari hanno iniziato bene il 2019, dopo una serie di cadute verso la fine dell’anno scorso: questi recenti aggiornamenti sugli utili dovranno essere monitorati attentamente, per verificare se il rimbalzo a cui abbiamo assistito finora in questo mese sia giustificato. Non sarebbe sorprendente se, anche in questo caso, una delusione anche minima da parte degli investitori possa essere sufficiente a far prendere in considerazione la possibilità di assumere immediatamente una posizione ‘risk-off’.

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