Meeting Bce, quattro i punti principali. Le implicazioni per gli investimenti

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di Gianluigi Raimondi 11 Marzo 2019 | 15:00

Dal meeting della Banca Centrale Europea (BCE) sulla politica monetaria è emerso un atteggiamento accomodante più forte del previsto, anche se è comunque in linea con le nostre attese. “Il forte rallentamento della scancio della crescita economica nell’Eurozona degli ultimi mesi sembra aver spinto la BCE a virare verso un pensiero accomodante, con la Banca che, non solo ha annunciato un nuovo round di prestiti a basso costo per gli istituti di credito, ma ha anche rinviato le tempistiche previste per gli aumenti dei tassi” fa notare Salman Ahmed, Chief Investment Strategist di Lombard Odier IM, che di seguito  illustra in maniera più approfondita la propria view.

La Banca Centrale ha inoltre notevolmente ridotto le sue proiezioni economiche. Inoltre, la BCE ha svelato un’altra ondata di Targeted Longer-Term Refinancing Operations (TLTROs) con scadenza biennale che inizierà a settembre 2019 e ha modificato la sua forward guidance sui tassi, rinviando il primo incremento dei tassi alla fine del 2019, in precedenza stimato già per dopo l’estate.

Inoltre, la revisione al ribasso delle previsioni di crescita e di inflazione della BCE suggerisce che c’è ancora ampio margine di manovra per ulteriori cambiamenti dalla politica monetaria, qualora le condizioni attuali dovessero persistere. Nelle sue previsioni, la BCE ritiene che, nel periodo considerato e nonostante le ultime misure politiche adottate, l’inflazione sarà significativamente al di sotto del target, fattore che evidenzia come l’attuale politica della Banca Centrale non sia in linea con il target d’inflazione preposto.

Di recente, abbiamo notato che le condizioni macroeconomiche dell’Eurozona si stanno deteriorando abbastanza velocemente. Se da un lato riconosciamo l’impatto di alcuni fattori singoli, dall’altro continuiamo a temere la “costante incertezza” alla quale ha fatto riferimento il Presidente della BCE, Mario Draghi, soprattutto per quanto riguarda l’outlook della crescita e dell’inflazione dell’Eurozona.

Bce: guardando al futuro

L’elezione del nuovo Presidente del Consiglio Direttivo sarà fondamentale per definire la politica monetaria della BCE. È empiamente riconosciuto che l’arsenale politico a disposizione della Banca Centrale è limitato, soprattutto se dovessimo addentrarci una fase di forte recessione. Infatti, rivedendo le previsione politiche ampiamente al ribasso, la BCE ha già gettando le basi per ulteriore periodo di quantitative easing, qualora il futuro presidente dovesse adottare una politica simile a quella di Draghi.

Implicazioni per gli investimenti

In generale, vista l’attuale ascesa del populismo in tutta Europa, riteniamo che tra le responsabilità politiche della BCE ci sia la riduzione delle probabilità di una recessione. La Banca centrale dovrebbe giustificare ulteriori misure politiche come un’azione necessaria per assicurare il raggiungimento del target inflazionistico nel periodo stimato. Ci aspettiamo forti pressioni al ribasso per i rendimenti dei bond europei, uniti alla spinta accomodante dalla BCE e, quindi riteniamo che assisteremo nuovamente a uno scenario caratterizzato dalla ricerca di rendimenti nei mercati globali degli asset rischiosi.

Dal meeting sono emersi quattro punti principali, fa poi notare Samy Chaar, Chief Economist di Bank Lombard Odier:

  • In primo luogo, Le attese per la crescita del PIL reale di quest’anno sono state riviste significativamente al ribasso, dall’1,7% all’1,1%. A causa del calo delle previsioni di crescita, la BCE stima che ci vorrà più tempo per raggiungere il target di inflazione. Attualmente, l’inflazione per l’anno in corso prevista all’1,2% rispetto all’1,6% atteso in precedenza e non dovrebbe superare l’1,6% anche nei prossimi tre anni, molto al di sotto del target.
  • In secondo luogo, in linea con le previsioni di alcuni player di mercato, sarà lanciato un terzo ciclo di Targeted Long Term Refinancing Operations (TLTRO III), al fine di evitare una brusca fine del secondo round di TLTRO e garantire condizioni di finanziamento più fluide. Questo nuovo round, con una scadenza di 2 anni, sarà condotto ogni trimestre, tra settembre 2019 e marzo 2021. Di conseguenza, il programma sarà attivo fino a marzo 2023.
  • In terzo luogo, la BCE ha sorpreso i mercati estendendo la propria forward guidance, affermando che il primo rialzo dei tassi di interesse si vedrà solo alla fine del 2019, mentre le forward guidance contingenti restano invariate. In altre parole, i tassi rimarranno invariati fino a quando l’inflazione non mostrerà segni di convergenza sostenuta verso il target. Si tratta di un’incredibile svolta che potrebbe porre le basi una politica dei tassi d’interesse negativa più duratura del previsto, soprattutto se si considerano le nuove stime per l’inflazione d’inflazione rivedute.
  • Infine, i reinvestimenti del debito in scadenza (acquisti di circa 20 miliardi di euro al mese) dureranno più a lungo del previsto per mantenere stabile il bilancio.

L’interpretazione

  • Non ci aspettiamo alcun rialzo dei tassi quest’anno da parte della BCE, in linea con la forward guidance
  • Per quanto riguarda la crescita, è interessante notare che la revisione al ribasso delle previsioni di crescita del PIL nell’Eurozona da parte della BCE è dovuta principalmente alle incertezze geopolitiche, al protezionismo e al commercio, mentre i fattori idiosincratici che gravano sulla crescita si sono attenuati.
  • Per questo, crediamo ancora che le nostre stime per il PIL dell’1,6%possa essere raggiunta, qualora gli scambi commerciali dovessero migliorare.
    Attendiamo nuove evoluzioni sulla questione commerciale prima di cambiare le nostre previsioni di crescita per il 2019.

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