La BoE mantiene i tassi invariati. Fino a quando riuscirà a farlo?

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Avatar di Gianluigi Raimondi 20 Dicembre 2019 | 15:30

La Banca d’Inghilterra, durante la conferenza stampa di giovedì, ha dichiarato che si concentrerà sulla prossima fase dei negoziati sulla Brexit, mentre alcuni politici iniziano a spingere in favore per un immediato taglio dei tassi d’interesse.

I funzionari della BoE hanno sollevato il dubbio che sia ancora troppo presto per dichiarare che la chiarezza del percorso di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, a seguito della vittoria elettorale di Boris Johnson, migliorerà il sentiment economico. La politica monetaria perciò dovrebbe attuare uno stimolo economico se l’incertezza sulla Brexit dovesse persistere o se la crescita globale non si stabilizzerà.

E’ però possibile che le imprese inglesi si possano riprendere in termini di produzione nel breve termine, ma in ogni caso le risposte economiche delle stesse dipenderanno dagli sviluppi del processo Brexit, in particolare dai risultati sui negoziati dei rapporti commerciali tra il Regno Unito e le altre nazioni.

Momentaneamente il comitato di politica monetaria della banca centrale, guidato da Mark Carney, ha votato con sette voti favorevoli contro due contrari al mantenimento dei tassi d’interesse allo 0,75%. Michael Saunders e Jonathan Haskel hanno invece sostenuto una spinta per un taglio immediato, affermando che le valutazioni sulla gestione del rischio hanno indicato una pronta risposta ai rischi di un ribasso. I due funzionari, durante la riunione di giovedì, hanno indicato un peggioramento della proiezione della crescita per il quarto trimestre allo 0,1% e hanno dichiarato di aspettarsi che l’inflazione rallenti a circa l’1,25% nel secondo trimestre del 2020, allontanandosi dall’obiettivo del 2%.

Secondo le previsioni un altro peggioramento potrebbe verificarsi sul mercato del lavoro nel 2020, data una situazione economica e politica governata dall’esito della Brexit. Al contrario la grande maggioranza dei membri del comitato si aspetta che l’inflazione e la crescita economica crescano nei prossimi anni e hanno ribadito che se tali previsioni si concretizzeranno non solo non avverrà alcun taglio dei tassi, ma sarà addirittura necessaria una stretta monetaria graduale e controllata.

La data di scadenza per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea con un accordo bilaterale è fissata per il 31 gennaio 2020, mentre quella per un accordo commerciale è per dicembre del prossimo anno. Il mantenimento del tasso allo 0,75% durante tutto il 2019 ha rivelato che il Regno Unito, a differenza di Stati Uniti ed Europa, sono rimasti fuori dall’ondata di allentamento globale causata dalle preoccupazioni sulle tensioni commerciali e da un rallentamento dell’economia globale.

Gli investitori però non si fidano dell’incertezza che avvolgerà il Regno Unito nel periodo di contrattazione con l’UE e prevedono un 80% di probabilità che la BoE dovrà ricorrere ad almeno un taglio dei tassi durante il prossimo anno. Alcuni economisti, basandosi anche sul ritardo del processo di nomina del successore di Carney (in aggiunta all’incertezza Brexit) che lascerà la carica di presidente della Banca inglese alla fine del prossimo mese, prevedono la necessità di una mossa di allentamento monetario già nel primo trimestre del 2020.

A cura di Wings Partners Sim

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