Incertezza sul mercato

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di Redazione 18 Gennaio 2010 | 08:05
L’euro sale o l’euro scende? Spesso riceviamo questa domanda ed in effetti l’unica cosa che possiamo dire di certo è che siamo rientrati nell’angusto corridoio contenuto tra 1,4250 e 1,4450.

L’euro in effetti è sceso al minimo da 3 settimane a questa parte contro lo yen e contro il dollaro sulla base della mancanza di convinzione nella price action di ulteriori salite, e – dalla parte fondamentale – per via delle preoccupazioni crescenti sulla situazione della Grecia in quanto l’outlook secondo il nostro Trichet rimane ancora incerto ( e come sappiamo bene, l’incertezza causa paura e quindi tendenzialmente pressione a ribasso). Se a questo aggiungiamo i commenti di Angela Merkel, secondo cui “l’euro sta attraversando una fase molto difficile” ecco che il quadro è quasi completo.

Dunque non è tempo di ottimismo sfrenato: i trader si stanno focalizzando sulla Fed e sul fatto che la situazione – anche sul fronte disoccupazione – non è così rosea come si sperava. Vedremo come si srotoleranno le cose fino al 27 gennaio, data in cui la Fed deciderà ancora una volta le sorti del greenback. Intanto l’indice del Michigan è salito a 72,8 a gennaio – mostrando un miglioramento, seppure modesto, nella fiducia dei consumatori. Restano invece le preoccupazioni sulla spesa privata dei consumatori.  In mezzo ai dati misti, la tendenza sembra quella di appesantire le posizioni short USD (dati CFTC), particolarmente contro  Aud e Cad.

Passando alla settimana che si apre, sarà una settimana incentrata sulla sterlina, di cui questa settimana vedremo CPI, report sul mercato del lavoro, le minute della Banca Centrale, le vendite al dettaglio e dati sul debito pubblico. Il mercato auspica dati positivi per la sterlina, ma come sempre facciamo trading su quello che vediamo, e non su quello che crediamo di sapere.

EurUsd– Grafico 240 minuti

Passiamo alla consueta analisi tecnica dove non possiamo che notare (come anticipato sopra) la difficoltà della moneta unica a fuoriuscire dagli schermi, con un nuovo ritorno nel range mantenuto per settimane. Per le prossime ore un’evoluzione interessante si potrebbe avere con il superamento a ribasso della linea di supporto che contiene i minimi dal 20 di dicembre scorso.

Questa transita nei pressi di 1.43 figura ed una rottura, confermata dal superamento del minimo di 1.4216 (minimo relativo da inizio settembre), potrebbe spingere i prezzi alla successiva area di congestione, vicino a 1.40 figura.
Il dollaro, nei confronti dello yen, si è assestato molto vicino al livello di supporto di 90.60. Una definitiva rottura attendiamo che possa portare i prezzi al livello di 89.25, suggerito dal 50% di ritracciamento di Fibonacci, da 84.90 ad 83.60. Una ripresa invece al di sopra di 91.30 metterebbe a rischio questa idea.

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