Svizzera, approvata la legge sulla blockchain: ecco cosa cambia

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Avatar di Stefano Fossati 11 Settembre 2020 | 13:30

Il Consiglio degli Stati della Svizzera ha approvato una legge che regoli Dlt e blockchain. Lo riporta The Cryptonomist. La “Legge federale sull’adeguamento del diritto federale agli sviluppi della tecnologia di registro distribuito” era già stata approvata dal Consiglio Nazionale lo scorso giugno ed era passata all’esame del Consiglio degli Stati, il Parlamento federale elvetico.

La legge sulla blockchain è stata approvata con ampio consenso in entrambi i rami dell’Assemblea Nazionale. Adesso a frenare la sua entrata in vigore potrebbe esserci solo una richiesta di referendum popolare (molto comuni in Svizzera).

La legge svizzera sulla blockchain

Stando a quanto spiegato dal deputato Christian Levrat e dall’esponente del Consiglio Federale Mauer Ueli, la nuova legge non è altro che un’armonizzazione di 10 impianti normativi già esistenti, tra cui il diritto privato internazionale, il diritto delle obbligazioni e il diritto dei titoli intermediari.

Un secondo blocco dell’impianto normativo si occupa dei casi di insolvibilità, stabilendo che anche le criptovalute rientrano tra i beni compresi per il recupero dei crediti e il diritto fallimentare. Il terzo blocco entra in pieno nella regolamentazione dei mercati finanziari, sancendo in sostanza che i mercati delle criptovalute devono rispettare le stesse regole dei mercati finanziari.

Altro aspetto interessante è relativo al riciclaggio di denaro. Ma la Svizzera adempie già a delle normative ben precise per la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo: le criptovalute dovranno adeguarsi ad essa.

Un altro aspetto importante è il consumo di energia, ma in questo caso la Commissione che ha esaminato la legge si è limitata a sperare che in futuro si possa ridurre il dispendio energetico in virtù del progresso tecnologico.

Da ultimo, un aspetto decisamente importante è legato a cosa succede in caso di fallimento: la legge impone la restituzione dei dati e l’istituzione di un organo di mediazione tra i fornitori e i clienti.

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