Lemanik: in Italia mercati azionari volatili ma non privi di opportunità

A
A
A
Finanza Operativa di Finanza Operativa 15 Giugno 2016 | 16:00

“Le attuali valutazioni del mercato azionario italiano sono particolarmente interessanti in un contesto di tassi bassi ancora a lungo in Europa. In questo contesto, è ragionevole attendersi mercati più volatili rispetto a quanto eravamo abituati a vedere, ma non privi di opportunità”. A dirlo è Stefano Andreani, gestore azionario Italia Lemanik, che spiega: “L’asset class azionaria mantiene un elevato grado di liquidità, elemento invece preoccupante per altre asset class come il reddito fisso, permettendo di avere un approccio dinamico oltre che attivo e adattando le strategie per cogliere le opportunità che sempre si presentano”.

Importante inoltre, a detta del gestore, è lo studio delle singole aziende e la bontà del loro business model. Se guardiamo all’Italia, esistono molte società di qualità che hanno un track record invidiabile, costruito anche durante la crisi, e prospettive di crescita molto interessanti.

“All’interno di una buona strategia sull’azionario Italia comunque non può mancare un approccio attivo, con l’obiettivo di selezionare solo le migliori idee di investimento all’interno di un universo investibile più ampio, con una costante esposizione a società di qualità che trattano a prezzi (multipli) ragionevoli, capaci di sfruttare la forza del proprio business model per generare utili e quindi valore. Allo stesso tempo, non può mancare un approccio dinamico, in grado di sfruttare la volatilità per cogliere le opportunità che brusche inversioni di sentiment in un senso o nell’altro possono creare. Questo è ciò che stiamo facendo all’interno dei nostri fondi”, prosegue Andreani.

“In questo momento vediamo molte opportunità all’interno del segmento a media capitalizzazione: aziende di ottima qualità che grazie al loro business model vincente stanno guadagnando quote di mercato a livello globale nei rispettivi mercati di riferimento in grado di far crescere fatturato e utili in modo poco correlato all’andamento della crescita globale”.

Per quanto concerne il settore delle utilities serve avere esposizione a società che traggono vantaggio dagli investimenti necessari nella distribuzione, dall’ottima marginalità del mercato retail, dal trend di aggregazione in atto tra le municipalizzate e che abbiano prospettive di crescita sostenibile dei dividendi.

Per i titoli legati all’andamento delle materie prime credo che il peggio sia ormai alle spalle, almeno per le società solide finanziariamente che dimostrano di sapersi adattare al nuovo contesto attraverso interventi sulla struttura dei costi e sulla disciplina negli investimenti. Anche società che presentano spiccate capacità di creare valore attraverso acquisizioni sono particolarmente favorite dall’attuale contesto di crescita globale lenta e tassi d’interesse bassi, in Italia abbiamo diversi esempi di questo genere.

Nel comparto industriale vediamo opportunità in particolare per le società legate al trend di automazione dei processi, che sta caratterizzando il mondo dell’industria ed i cui confini sono ancora tutti da scoprire.

Nel settore finanziario ci sono molti elementi che limitano la visibilità dei risultati (regolamentazione ancora in evoluzione, livello di sofferenze elevato nel sistema): per molte società è necessaria una profonda revisione del business model che poco si adatta al contesto di tassi bassi e che soffre il crescente grado di digitalizzazione dell’economia. Crediamo però che il trend di crescita del risparmio gestito sia destinato a durare nel medio/lungo periodo e offra ancora spazio, in particolare, per chi lo gestisce in modo sostenibile”

In conclusione, è bene sottolineare che l’Italia si trova attualmente in una fase del ciclo interno ancora molto giovane, considerato che il 2016 sarà solo il secondo anno di crescita positiva dopo anni di recessione. Questo significa che seppur all’interno di un contesto macro globale complicato, internamente si sta vivendo una fase di ripresa dopo i crolli avvenuti durante la recessione. I consumi e gli investimenti sono in fase di crescita, con molto spazio di miglioramento da questi livelli.

“In questo scenario, dove la crescita scarseggia, il debito è elevato e le banche centrali faticano a trovare soluzioni che possano stimolare l’economia per tornare a crescere: sono necessarie riforme importanti da parte dei governi per garantire la sostenibilità del sistema”, conclude Andreani.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Debito pubblico italiano: a giugno potrebbe superare la soglia dei 2.700 mld

Mercati, ecco le azioni italiane ed europee impattate dal piano Biden

Mercato immobiliare italiano, l’outlook di Nomisma

NEWSLETTER
Iscriviti
X