Azioni europee con luci e ombre: serve selettività

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di Finanza Operativa 2 Agosto 2016 | 16:30

A cura di Franz Weis, gestore del Comgest Growth Europe
Il primo semestre del 2016 non è stato facile per gli investitori nel mercato azionario europeo. I dati economici provenienti dalla Cina, combinati con la recessione che ha colpito Brasile e Russia, hanno innescato ulteriori timori per la crescita economica globale. Benché l’economia europea abbia registrato una crescita, quest’ultima è rimasta modesta. Non appena i benefici derivanti dal basso prezzo del petrolio e dall’euro debole hanno iniziato a calare, le banche centrali dell’Eurozona hanno ulteriormente allentato la politica monetaria nella misura in cui i rendimenti a lungo termine in diversi Paesi europei sono scesi in territorio negativo.
L’inatteso risultato del referendum nel Regno Unito ha creato incertezza e spinto al ribasso le revisioni sulle prospettive di crescita economica, sia per la Gran Bretagna, che per il resto dell’Europa. All’inizio dell’anno, i mercati azionari avevano già reagito alle notizie sulla Cina con una correzione importante; Brexit ha dunque acceso nuovi timori per gli investitori con un conseguente declino dell’indice MSCI Europe e una marcata volatilità. Oltre al contesto macro e politico, un’altra causa dei bassi prezzi delle azioni è stata la continua tendenza al ribasso delle aspettative sugli utili.
Una scoraggiante pubblicazione dei risultati del 2015 ha fatto rivedere al ribasso le stime per il 2016, in particolare per i titoli finanziari che registrano le più deboli prestazioni settoriali del periodo. Le stime relative ai settori dei materiali e delle scorte energetiche sono state ampiamente riviste al ribasso, ma il parziale recupero del prezzo del petrolio e di altre materie prime ha più che compensato questo fattore. Il settore energico ha registrato la migliore prestazione settoriale del semestre.
Nel corso del 2015, le società in portafoglio hanno registrato una crescita dinamica dei profitti a due cifre, proseguendo solidamente a inizio 2016, con una crescita organica complessiva dei ricavi del 7% nel primo trimestre, in linea con lo scorso anno.
Inditex, società madre di Zara, ha incrementato le vendite del 17% in valute locali, con un forte contributo derivante dalle vendite dei punti vendita esistenti, dimostrando nuovamente l’importanza dell’integrazione tra il negozio e la piattaforma di vendita online. L’utile netto è cresciuto del 6%, data l’influenza del dollaro forte sul margine lordo.
Nei beni di consumo, L’Oréal, Nestlé e Heineken hanno riportato i migliori tassi di crescita del volume organico nei rispettivi settori. La categoria make-up è stata il punto forte di L’Oréal; Heineken ha beneficiato di una buona crescita in un certo numero di mercati emergenti (Messico e Sud-Est asiatico) e Nestlé ha beneficiato del forte contributo della sua franchise nel caffè.
Nel settore dei servizi alle imprese, Sodexo e Experian sono stati solidi contributori alla performance positiva rispettando le aspettative, sostenuti dal rimbalzo del Real brasiliano. Altri contributori sono stati Essilor nel settore ottico e Geberit, leader europeo nel settore dei prodotti sanitari.
Nel settore dei pagamenti online, Wirecard ha registrato ottimi risultati. Nel 2015 le vendite ed i profitti sono aumentati rispettivamente del 28% e del 29% e nel primo trimestre le vendite e il margine operativo lordo sono aumentati rispettivamente del 32% e del 35%.
Nonostante la mancanza di crescita degli utili negli ultimi anni, il mercato azionario europeo sperimenta da diversi anni un mercato rialzista, in quanto gli investitori hanno anticipato una ripresa economica trainata dalle politiche di sostegno delle banche centrali. Nei primi sei mesi del 2016, molte di queste speranze si sono attenuate, dati il rallentamento della crescita nei mercati emergenti e l’incertezza politica in Europa.
Il contesto operativo per le imprese europee rimane estremamente difficile e ciò non fa ben sperare per la crescita. Continuiamo pertanto ad essere molto selettivi sulle società in grado di generare una crescita degli utili dinamica poco dipendente da auspicati miglioramenti del contesto macroeconomico. Alcune di queste aziende hanno registrato una crescita grazie ai loro continui investimenti in innovazione ed espansione. Altre sono ben posizionate, attraverso le loro soluzioni innovative e ai prodotti, per beneficiare di motori di crescita strutturali come l’invecchiamento della popolazione mondiale e la crescente digitalizzazione della vita quotidiana.

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