Ubs: “Europa, utili a un punto di svolta?”

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di Finanza Operativa 24 Agosto 2016 | 10:00

Di M. Haefele Global Cio e R. Ganter, Head European Equity Ubs Wealth Management

In un recente «Ancora più a fondo» sugli utili statunitensi del secondo trimestre, scrivevamo «Meno peggio è un buon inizio». Lo stesso si potrebbe dire degli utili dell’Eurozona. Esaminando gli utili e le relative stime bottom-up, ossia società per società, vediamo i primi segni di luce alla fine del tunnel, con una certa stabilizzazione a livelli bassi.

È arrivato il momento di dichiarare che la crescita degli utili dell’Eurozona è arrivata al punto di svolta? A nostro avviso, la visibilità è ancora troppo ridotta per una risposta definitiva. La Brexit ha creato incertezza. I prezzi del petrolio oscillano ancora intorno a quota 45. La forza dell’euro ponderato per gli scambi commerciali pesa sulle esportazioni. E gli utili del settore finanziario pagano lo scotto dei tassi negativi.

Per essere sicuri di aver raggiunto il punto di svolta, dobbiamo vedere:

  1. Fiducia di consumatori e aziende a livello costantemente forti, rispecchiati da vendite al dettaglio e auto.
  2. Slancio dei prezzi del petrolio e moderazione dell’apprezzamento dell’euro ponderato per gli scambi commerciali, che aiuterebbe il settore energetico e i settori orientati alle esportazioni.
  3. Fiducia in un ritorno alla crescita del fatturato in tutti i settori, perché la possibilità di ulteriori tagli dei costi da parte delle aziende appare limitata. I miglioramenti sul fronte dei ricavi potrebbero essere decisivi ai fini di una crescita degli utili. Una ripresa dell’inflazione aiuterebbe non solo consentendo alle aziende di aumentare i prezzi (almeno in teoria) ma potenzialmente facendo crescere lievemente i rendimenti del debito sovrano. Tassi più alti aiuterebbero i titoli finanziari senza troppo danneggiare altri settori.
  4. Un arresto nel deterioramento degli utili nel settore finanziario. I titoli bancari e finanziari diversificati rappresentano poco più del 10% del mercato dell’Eurozona. Il costante calo dei tassi di interesse ha generato una tendenza al ribasso dei margini sui prestiti e, insieme a una crescita del credito minima, ha frenato in misura significativa la redditività delle banche. Le aspettative dei mercati sugli utili dei finanziari per il 2017 sembrano ancora troppo ottimistiche e vanno ridimensionate prima che la ripresa possa iniziare.
  5. Una riaccelerazione nell’erogazione di crediti che indicherebbe, cosa non meno importante, un aumento degli investimenti delle aziende e/o dei consumi.

Una maggior crescita dei prestiti potrebbe aiutare il ciclo economico dell’Eurozona a riguadagnare velocità e incrementare gli utili. Per stabilire se gli utili sono davvero a una svolta in Europa va fatta chiarezza almeno su alcuni dei punti ricordati. I nostri regolari incontri con le aziende ci dovrebbero aiutare a individuare la svolta, quando arriverà. Per ora, riteniamo però prematuro modificare il posizionamento neutrale sulle azioni dell’Eurozona nei portafogli globali.

 

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