Barometro mensile: moderata crescita per l’Eurozona

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di Finanza Operativa 19 Dicembre 2016 | 15:00

a cura di Pictet Asset Management

Il trionfo elettorale di Donald Trump è servito a rischiarare le prospettive dell’economia U S A . Le proposte di tagliare le tasse per le imprese e aumentare gli investimenti dovrebbero dare slancio alle aziende e all’occupazione, almeno nel breve periodo.
Ma l’accelerazione dell’economia a stelle e strisce può avere effetti collaterali indesiderati: un aumento dell’inflazione, un’impennata dei costi di finanziamento e il ritiro degli stimoli monetari che hanno sostenuto le asset class più rischiose in tutto il mondo.

Alcuni di tali rischi – in particolare quelli relativi all’inflazione – sono a nostro parere già pienamente scontati dal mercato obbligazionario. Le spinte inflazionistiche sono in aumento, ma restano sotto controllo. Tuttavia, altri rischi, come il deterioramento delle condizioni monetarie, non si riflettono ancora interamente nei corsi azionari.
Tutto considerato, abbiamo deciso di promuovere i bond a un livello neutrale per la prima volta da dicembre 2 015 e confermiamo un assetto neutrale sul mercato azionario. Abbiamo infine taglia  to a un peso neutrale anche la liquidità.

I nostri indicatori del c i c l o  e c onomico mostrano un’accelerazione della crescita nelle economie sviluppate, che ha contribuito al rialzo del nostro indice dei responsabili degli acquisti globale al livello più alto da novembre 2 014 (si veda grafico). Gli Stati Uniti in particolare beneficiano di una notevole espansione alimentata da consumi robusti, un rafforzamento del mercato del lavo  ro e un clima di maggiore fiducia sia fra i consumatori che fra le imprese. L’indicatore anticipatore statunitense ha raggiunto il massimo da ottobre 2 015 . Le pressioni inflazionistiche appaiono in aumento, ma secondo la nostra ana  lisi è difficile che il tasso di inflazione del P CE core superi nettamente la soglia del 2% nel breve periodo. L’allentamento fiscale annunciato da Trump non dovrebbe avere alcun impatto sulla cre  scita almeno fino alla seconda metà del 2 017, dato l’effetto ritardato dei tagli alle imposte e della spesa in infrastrut  ture. In tale contesto, prevediamo tre rialzi dei tassi di interesse U S A entro la fine dell’anno prossimo.

L’economia dell’eurozona evidenzia una moderata espansione, trainata dai consumi privati e da una maggiore attività industriale. Gli investimenti azienda  li sono contenuti, ma l’aumento del credito al settore non finanziario sostiene la crescita.
L’economia della regione dovrebbe avanzare a un ritmo dell’1  1 , 5 % l’anno prossimo. Come sempre, però, tali proiezioni sono soggette agli sviluppi poli  tici. In Italia, ad esempio, non è chiaro che cosa potrebbe fare il premier Mat  teo Renzi se la riforma del Senato fosse bocciata al referendum. In caso di dimis  sioni si aprirebbe la strada a nuove elezioni in un momento in cui nel Paese si rafforzano sentimenti antieuropeisti.

Le prospettive economiche del Giap  pone stanno migliorando. L’indicatore anticipatore ha toccato il massimo an  nuale grazie alla spesa pubblica e al rimbalzo dell’export. Per la Cina prevediamo una stabilizzazione della crescita al ritmo attuale del 6  7 % l’anno grazie a consumi priva  ti sostenuti e a una produzione industria  le robusta. Le probabilità di un crollo del mercato residenziale sono diminuite in seguito al rallentamento orchestrato dell’attività di costruzione.

La crescita delle economie emergenti resta superiore alla media per effetto dei forti consumi, ma dopo la vittoria di Trump si vedono delle nubi all’orizzon  te: il dollaro forte e il rialzo dei rendimen  ti dei Treasury hanno infatti penalizzato le valute dei Paesi in via di sviluppo e indotto gli investitori a ritirare 5 miliardi di dollari dal mercato azionario e U S D 6 ,7 miliardi da quello obbligazionario in appena una settimana.

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