T. Rowe Price: “Nel 2017 crescita irregolare, ma le opportunità non mancheranno”

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di Finanza Operativa 28 Novembre 2016 | 17:00

Il sentiment dei mercati azionari globali è sempre più diviso, con il mercato rialzista ormai in una fase matura. Negli Stati Uniti, gli utili societari dello S&P 500 dovrebbero rimbalzare nel 2017 e 2018, riflettendo un forte miglioramento dei prezzi energetici, ma la selezione dei titoli sarà sempre più importante. Nei mercati del reddito fisso, una stretta di politica monetaria, leggera ma percepibile, negli Stati Uniti, e un fermo ancoraggio dei rendimenti obbligazionari in Giappone e nei paesi europei core, fanno emergere opportunità significative di sfruttare i movimenti degli spread tra i diversi mercati. I fondamentali macro economici sovrani nei Mercati Emergenti sono gradualmente migliorati, grazie a riforme politiche significative nei principali Paesi, a bilanci più solidi, partite correnti in salute e a un rafforzamento delle prospettive di crescita. Sono questi i punti salienti dell’outlook per il 2017 di T. Rowe Price, asset manager globale fondato nel 1937 a Baltimora (USA) con un patrimonio in gestione pari a $812,9 miliardi (al 30 settembre 2016).

Economia globale – Alan Levenson, chief U.S. economist

“Nel secondo semestre del 2016 la crescita globale ha registrato un miglioramento, con il progressivo venir meno dell’impatto del crollo dei prezzi delle materie prime (in diminuzione). L’espansione economica degli Stati Uniti ha ancora strada da fare e il rischio di recessione di breve termine è basso. Ci aspettiamo un leggero miglioramento del quadro economico globale nel 2017, supportato dal rimbalzo della crescita negli Stati Uniti, in Canada, in Brasile e in Russia, ma i venti contrari legati alla riduzione della leva finanziaria e alle operazioni di ristrutturazione persistono.”

Azionario internazionale – Chris Alderson, head of International Equity

“Con la maturazione del mercato rialzista, le notizie top-down macro economiche e politiche – incluse le prospettive della Cina, le preoccupazioni per l’Europa e la volatilità dei prezzi energetici e delle materie prime – dominano i mercati azionari globali come mai prima d’ora. Per gli investitori pazienti e con un approccio di lungo termine, questa incertezza tipicamente offre opportunità di acquisto. Restiamo costruttivi sull’azionario globale, ma i ritorni di mercato probabilmente saranno più contenuti. La selezione dei titoli, sia per i Mercati Sviluppati che per gli Emergenti, sarà ancora più importante per generare ritorni positivi”.

Azionario Stati Uniti – Larry Puglia, portfolio manager, U.S. Large Cap Core Growth Equity Strategy

“Gli utili societari dello S&P 500 dovrebbero rimbalzare nel 2017 e nel 2018, riflettendo un forte miglioramento del settore energetico. Tuttavia, talvolta le proiezioni degli analisti si sono rivelate ottimistiche, per cui è necessario un certo grado di cautela. Non riteniamo che il contesto di tassi di interesse in graduale aumento dei prossimi 12-18 mesi sarà un ostacolo per l’azionario. Sui listini americani, settori difensivi a bassa volatilità, come quello delle utility, delle telecomunicazioni e beni di consumo primari hanno sovraperformato, ma questo trend potrebbe cambiare con l’inizio dell’anno nuovo. Il settore IT e quello healthcare mostrano le valutazioni più allettanti”.

Obbligazionario globale – Quentin Fitzsimmons, co-portfolio Manager, Global Aggregate Bond Strategy

“In molti mercati obbligazionari internazionali continuano a essere evidenti rendimenti storicamente bassi, indicando una divergenza rispetto agli Stati Uniti, dove i tassi seguiranno un percorso di rialzi molto graduale. In tutto il mondo, la pazienza nei confronti delle politiche monetarie accomodanti si sta assottigliando, poiché la crescita economica resta bassa. Gli investitori mettono in dubbio l’equilibro tra politica monetaria e fiscale, e quanto un maggiore affidamento alla seconda possa pesare sulle opportunità nel comparto obbligazionario. Allo stesso tempo, il rimbalzo dei prezzi del petrolio sta portando a un cambiamento dei tassi di inflazione sinora modesti e sta ponendo una sfida alle valutazioni degli strumenti del reddito fisso”.

Obbligazionario Mercati Emergenti – Samy Muaddi, portfolio manager, Emerging Markets Corporate Bond Strategy

“Grazie a un anno sin qui molto solido, gli investitori locali e internazionali dei Mercati Emergenti sono generalmente rialzisti sull’asset class per il 2017. Dopo molti anni di crescita relativamente bassa, gli Emergenti hanno iniziato a sovraperformare i Mercati Sviluppati di un margine ampio, supportati anche dalla ripresa in Brasile e in Russia, dai rimbalzi di diversi Paesi più piccoli e dal miglioramento dei fondamentali macro economici sovrani. Tra i rischi, ci sono quello legato alla politica degli Stati Uniti, alla crescita della Cina e alla direzione del dollaro americano. Sempre più, gli investitori riconoscono che in un ambiente con rendimenti ultra bassi, prendere posizione sulle obbligazioni societarie dei Mercati Emergenti può aiutare a diversificare ulteriormente le allocazioni sul reddito fisso e aumentare il rendimento del portafoglio”.

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