Maggiore incertezza sulle azioni: la view di Credit Suisse

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 21 Ottobre 2015 | 15:30

A cura di Gérald Moser, Head of Equity Analysis, Credit Suisse
La volatilità azionaria resta elevata La forza positiva della sostenuta (seppur poco spettacolare) crescita economica negli USA e nell’Eurozona dev’essere considerata nel contesto di una volatilità ancora alta. Pertanto, il nostro giudizio complessivo è neutrale sulle azioni. Le preoccupazioni sulla solidità dell’economia cinese, oltre che la decisione della Fed di posticipare il suo primo rialzo dei tassi hanno alimentato un’ulteriore incertezza sui mercati azionari. Anche altri eventi societari o specifici ai singoli settori, come la presunta manipolazione dei test sulle emissioni di Volkswagen o il nuovo dibattito sui rialzi dei prezzi dei farmaci nel settore sanitario, hanno avuto un impatto negativo sulle azioni.
I mercati con il beta più alto, come Eurozona e Giappone, hanno risentito più di tutti della svendita. A nostro giudizio, le preoccupazioni sulla crescita appaiono comunque eccessive. Le società europee traggono vantaggio da un quadro disteso grazie alla politica monetaria accomodante della Banca centrale europea. E, mentre le previsioni sugli utili per le società dell’Eurozona sono state riviste leggermente al ribasso per via della loro forte esposizione internazionale, stanno ancora registrando una crescita elevata. In questo quadro, attendiamo la stagione degli utili che avrà inizio a ottobre.
Le indicazioni relative ai trend sugli utili, oltre che i commenti delle società sulla situazione cinese, sospingeranno con ogni probabilità i mercati. In Svizzera, la Banca nazionale svizzera implementa ancora una politica monetaria accomodante, e un indebolimento del CHF dovrebbe continuare a fornire un sostegno alle azioni elvetiche. Confermiamo il nostro giudizio positivo sul settore sanitario, che è quello principale in Svizzera, e pertanto manteniamo la nostra propensione positiva sulle azioni elvetiche. In altri settori continuiamo a preferire i beni di consumo ciclici. Il comparto automobilistico potrebbe rimanere sotto pressione nel breve termine, ma la gran parte degli eventi negativi è già stata scontata, ed esso incide solo per il 20% sul settore dei beni di consumo ciclici. Restiamo prudenti sui settori a bassa crescita e sensibili ai tassi, come le utility.
Attualmente neutrali sui mercati emergenti. Nell’ultimo mese i ME hanno evidenziato un’outperformance. Ciò ha determinato un miglioramento del quadro tecnico, e mentre le valutazioni forniscono ancora un sostegno, l’Investment Committee ha modificato il proprio giudizio sui ME da negativo a neutrale. La decisione della Fed di non rialzare i tassi a settembre dovrebbe altresì consentire al sentiment verso i ME di diventare più neutrale. Tuttavia i fondamentali continuano a peggiorare. La regione presenta il peggior modello di revisioni degli utili tra tutte quelle principali, e i dati macroeconomici continuano, nel migliore dei casi, a essere difficili. Mentre le valutazioni appaiono economiche, è difficile immaginare che i ME evidenzieranno un’outperformance sul lungo termine. Poiché una performance ancora positiva andrebbe con ogni probabilità a ridimensionare il sostegno delle valutazioni, un posizionamento neutrale appare l’atteggiamento più adeguato.

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