Trump delude le attese nel primo discorso. Soffre il dollaro, oro in ascesa

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di Finanza Operativa 12 Gennaio 2017 | 14:30

A cura di Wings Partners Sim

Primi segnali di dissapori coniugali tra Trump e i mercati dopo la luna di miele di dicembre: il neo presidente atteso al suo primo discorso ha infatti largamente deluso le attese, mancando di offrire dettagli sulle politiche fiscali ed infrastrutturali menzionate in occasione della vittoria elettorale. Trump ancora una volta si e concentrato sulle sue vicende personali, ha dato una dettagliata spiegazione di come intende seprararsi dagli affari familiari, ha attaccato duramente i media per le recenti indiscrezioni emerse dai rapporti di intelligence.

Non sono mancati comunque accenni alla Russia, alla Cina, al’Obamacare (che verrà smantellato immediatamente) e soprattutto al Messico, con la possibile introduzione di una “tassa di confine” e la costruzione del famigerato muro.

Insomma non molto e sicuramente meno di quanto i mercati si attendevano, elemento che ha contribuito a qualche presa di beneficio soprattutto sul comparto valutario, con il dollaro che questa mattina denota debolezza contro un po’ tutte le divise (eccezion fatta comprensibilmente per il peso messicano) e in particolar modo nei confronti di quelle più appesantite nei giorni passati, come lo Yen,l’Euro o la Sterlina.

I mercati azionari americani hanno però retto bene malgrado l’attacco del Tycoon al settore farmaceutico, ma lo stesso non si può dire questa mattina dei mercati asiatici, con il brusco arretramento di Tokyo proprio sulla scia della debolezza del comparto legato ai farmaci.

Di contro l’oro continua a dare buona prova di se, andando a riprendere i massimi di 7 settimane e recuperando l’importante soglia psicologica dei 1.200$/oncia. Buon recupero anche da parte del petrolio, salito del 2,5% circa ieri, malgrado il dato sulle scorte USA sia stato meno che favorevole con una crescita delle scorte di petrolio pari a 4,1 milioni di barili (contro 1,5 milioni attesi), quelle di benzina salite di 5 milioni di barili (atteso +1,6 milioni) e quelle di distallati cresciute addirittura di 8,4 milioni di barili, circa 8 volte le stime; difficle in questo contesto ritenere sostenibile la tenuta delle quotazioni sugli attuali livelli.

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