In recupero i mercati del credito: la view di Lemanik

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di Max Malandra 28 Marzo 2019 | 16:30

“Dopo il movimento negativo di fine 2018, i mercati globali del credito hanno recuperato dall’affanno e si trovano ora in una fase positiva. Tale recupero potrebbe però essere un tipico bear market rally, che dura generalmente 1-3 mesi e comporta restringimenti medi degli spread pari a circa la metà del movimento di allargamento precedente”. E’ l’analisi di Alessandro Cameroni, responsabile dei fondi obbligazionari Lemanik Selected Bond e Lemanik Global Bond e Fabrizio Biondo, responsabile del fondo obbligazionario Lemanik Active Short Term Credit, che si sono aggiudicati rispettivamente il quinto e il settimo posto nella classifica di marzo di Citywire dei migliori gestori italiani.

La reattività della Fed all’andamento dei mercati e dell’economia globale consente al credito europeo di recuperare agilmente il movimento negativo di fine 2018. I mercati si sono mossi sia sulle aspettative politiche, legate prevalentemente a Trump, che su quelle delle banche centrali”, spiega Cameroni. “Da inizio gennaio l’estrazione di valore si è focalizzata sull’elevato carry offerto da strumenti tecnici complessi come i subordinati finanziari di nuova generazione e i bond ibridi industriali. Si tratta di strumenti che conservano ancora oggi un appetibile valore intrinseco, consentono di ridurre i tradizionali rischi di investimento, presentano elevati livelli di rating e alta solidità patrimoniale”.

Fabrizio Biondo mette però in guardia: “Il ciclo del credito ha iniziato la sua fase di inversione nel 2018. Il rimbalzo era più che dovuto, data l’eccessiva accumulazione di premio al rischio sul finire del 2018 e il cambiamento anticipato di atteggiamento della Fed per quanto riguarda la politica monetaria, ma quest’ultimo fattore non cambia lo scenario di base. Anzi, storicamente il periodo che intercorre tra l’ultimo rialzo e il primo taglio della Fed è il peggiore per gli spread di credito, dato che nel breve e medio termine conta più la debolezza economica che motiva il cambiamento della politica monetaria, piuttosto che il cambiamento stesso. E la debolezza economica è sotto gli occhi di tutti”.

La probabilità di una recessione americana nella seconda metà del 2020 sta crescendo e se dovesse realmente accadere allora gli spread di credito si muoverebbero verso l’alto in modo deciso già quest’anno. Considero quindi fondamentale mantenere il focus sulla parte ultra-breve delle curve del credito, in particolare high yield, che offrono profili di rischio-rendimento ancora attraenti data la cortissima vita media e dinamiche fallimentari assolutamente contenute”, continua Biondo. “Considero altresì strategico mantenere o aggiungere in portafoglio prodotti di credito alternativi, che possano da un lato garantire una maggiore protezione del capitale in un contesto di turbolenza e dall’altro cogliere le opportunità derivanti dalla elevata dispersione oggi presente sul mercato, cioè dalla forte differenziazione nel comportamento dei singoli crediti”.

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