Investimenti, ecco come tuffarsi nella blue economy

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di Redazione 13 Luglio 2021 | 15:05

I pozzi di assorbimento del carbonio sono diventati cruciali nella lotta contro il cambiamento climatico. Si tratta di aree che assorbono una quantità di carbonio superiore a quella che emettono. Le distese di foreste vengono subito in mente, ma non dobbiamo sottostimare il potere degli oceani“. L’avvertimento arriva da My-Linh Ngo, Head of ESG Investment di BlueBay AM, che di seguito illustra nel dettaglio la propria view.

Gli oceani hanno infatti assorbito circa un quarto del diossido di carbonio rilasciato nell’atmosfera fin da quando abbiamo iniziato a bruciare carburanti fossili per l’energia, e tutto grazie al fitoplancton. Questa microscopica alga marina e batterio gioca un ruolo sostanziale nel ciclo del carbonio a livello mondiale: assorbe una quantità di carbonio pari quasi a quella di tutte le piante e gli alberi messi insieme. L’inquinamento, però, fa sì che il plancton ingerisca microplastiche, che a loro volta riducono la capacità di intrappolare il carbonio.

La presa di coscienza nei confronti degli oceani come il più ampio dei nostri pozzi di assorbimento sta facendo aumentare l’attenzione per la cosiddetta ‘economia blu’ in quanto fonte di risorse naturali cruciale. Il termine infatti si riferisce a tutti i settori economici che hanno un link diretto o indiretto con gli oceani.

I settori che traggono beneficio dagli sforzi per rendere gli oceani più puliti

Fino ad oggi, gli sforzi degli investitori per favorire oceani più puliti e sostenibili hanno riguardato attività di lobbying affinché aziende e governi agiscano in modo responsabile e attività tese ad assicurarsi che esistano politiche e regolamentazioni adeguate a proteggere l’ambiente.

L’enfasi è stata sulla condotta, ma ora si sta allargando per comprendere lo sviluppo di prodotti che siano più sostenibili, sia nella fattura che nel design. Alcuni esempi includono l’engagement sulle pratiche di pesca sostenibili e sullo sviluppo di proteine alternative, così come gli sforzi per ridurre lo spreco di plastica. Sono stati fatti progressi anche per ridurre l’inquinamento degli oceani dovuto all’industria estrattiva, come la produzione di petrolio e gas offshore, e all’industria delle spedizioni marittime che operano nello stesso ambiente.

Anche le aziende coinvolte nel turismo e intrattenimento trarrebbero beneficio da oceani più puliti, così come quelle che offrono servizi di consulenza sulla gestione delle pratiche sostenibili.

Investire sul tema della blue economy

Attraverso la nostra strategia di investimento a impatto, puntiamo a investire in modo tematico su società che forniscono soluzioni ad alcune delle principali sfide ambientali e sociali al mondo. Tali sfide includono una gestione migliore delle risorse naturali, come gli oceani.

Gli oceani rientrano quindi nel nostro tema di investimento volto a rendere praticabile l’economia circolare, che ha come target le aziende che offrono prodotti con un basso impatto ambientale e quelle che permettono una gestione migliore delle risorse naturali. Quest’ultima dimensione attualmente ha un universo investibile limitato, ma che pensiamo possa espandersi.

I limiti degli investimenti sulla salute degli oceani e i cambiamenti all’orizzonte che potrebbero aumentarne l’investibilità

Accedere direttamente agli investimenti nell’economia blu può essere difficoltoso, soprattutto per gli investitori obbligazionari. Un’area che, a nostro avviso, rappresenta un’opportunità in espansione è quella del mercato dei bond etichettati come ESG.

Stiamo assistendo all’emergere di ‘blue bond’, i cui proventi vengono utilizzati per migliorare la sostenibilità degli oceani. Questa è un’area destinata a crescere, dato il focus sui 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Uniti, sull’impact investing, sul cambiamento climatico e sulla necessità di trovare soluzioni basate sulle risorse naturali.

Ci aspettiamo di assistere anche a un aumento delle emissioni di bond indicizzati alla sostenibilità (SLB, sustainability linked-bond) da parte sia di aziende che di Stati sovrani, il che dovrebbe aiutare gli investitori a sostenere gli emittenti con obiettivi e target espliciti sulla promozione degli oceani sostenibili.

A nostro avviso, questi sviluppi dovrebbero contribuire all’espansione di soluzioni di investimento che vadano oltre la nicchia dei mercati privati e facilitino l’accesso ai mercati pubblici, contribuendo a incrementare la portata della lotta per la salute degli oceani.

Politiche e regolamentazioni sotto la lente

Alcuni investitori stanno iniziando a prendere in considerazione delle iniziative alle quali aderire su base volontaria, ad esempio diventando firmatari dei Principi per la Finanza Sostenibile dell’Economia Blu. Altri stanno supportando gli sforzi per lo sviluppo della trasparenza nelle decisioni di investimento tramite iniziative come la Taskforce on Nature-related Financial Disclosure. Nel complesso, ci aspettiamo di veder emergere nuove soluzioni di investimento con risvolti positivi per la natura e l’ambiente.

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