Investimenti, ecco come si evolverà la ripresa degli emergenti

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di Redazione 19 Agosto 2021 | 16:01

Quest’anno le azioni dei mercati emergenti (ME) fino a ora hanno continuato a salire, anche se a un ritmo più moderato rispetto al momentum del 2020. “In generale, i mercati emergenti hanno dimostrato una resilienza sostenuta nel gestire il COVID-19 e adeguarsi di conseguenza. Va però notata una divergenza crescente tra le sfide percepite riguardo a questi mercati, e la forza strutturale che essi hanno dimostrato. Sottolineiamo tre aree fondamentali che meritano attenzione: domanda, sentiment e inflazione“. parola di Manraj Sekhon, Chief Investment Officer di Franklin Templeton Emerging Markets Equity, che di seguito dettaglia la propria view e il proprio outlook.

La domanda continua ad essere robusta

Dai nostri incontri con società di un’ampia serie di industrie nei ME è arrivato un messaggio costante: la domanda continua ad essere robusta, e i propulsori della crescita nel lungo termine sono chiari. È quello che abbiamo riscontrato anche nei paesi nei quali le notizie relative al COVID-19 negli ultimi mesi erano state particolarmente negative, ad esempio India e Brasile.

In India, il bilancio delle vittime provocate dalla seconda ondata del COVID-19 è stato pesante, con impatti negativi anche sull’economia nazionale. Nonostante il tragico numero di vittime nella popolazione, il mercato finanziario del paese ha resistito bene alla crisi e nell’anno passato è salito più del 60%4, riflettendo il dinamismo sottostante dell’economia e delle società nazionali. Le società hanno realizzato risultati resilienti, e i bilanci delle banche in questo periodo sono stati sempre notevolmente robusti. Molte attività prevedono un forte rilancio della domanda dopo l’ultima ondata della pandemia.

Prima della pandemia, il governo indiano aveva già avviato forti riforme strutturali, tra cui particolarmente importanti erano l’introduzione di un’imposta sui beni e i servizi e una pulizia del settore bancario. Questi cambiamenti, uniti a politiche della banca centrale favorevoli alla crescita, ci hanno offerto un quadro più chiaro di una sana crescita degli utili nei prossimi anni.

Nei principali mercati emergenti, il ruolo della tecnologia come motore fondamentale dell’economia non ha fatto altro che rafforzarsi durante la pandemia. Molte società si sono rapidamente adeguate a un mondo sempre più contactless, portando avanti la trasformazione digitale per attirare i consumatori e aumentare la produttività. Nel settore dei semiconduttori si sta verificando un boom ciclico e secolare dovuto a un aumento vertiginoso della domanda alimentata dalla crescita della digitalizzazione, mentre il COVID-19 continua a trainare una carenza di forniture globale.

Anche la Cina è salita lungo la catena di valore dell’hardware tecnologico dando priorità all’innovazione e all’autosufficienza nei suoi programmi di sviluppo per un periodo più lungo. Le società cinesi che hanno conquistato con successo posizioni più prominenti hanno conquistato quote di mercato in tutto il mondo in un momento nel quale la concorrenza estera stava risentendo del COVID-19. Troviamo anche attività imperniate sull’innovazione nei settori delle vetture elettriche e dell’energia solare, ben posizionate per una crescita in un periodo più lungo considerando l’accelerazione in tutto il mondo dall’adozione di vetture elettriche e della tendenza alla decarbonizzazione.

Spostamento del sentiment

Il quadro di una sana domanda che abbiamo constatato con le nostre visite in loco contrasta con la debolezza del sentiment relativo ai mercati emergenti considerando la lentezza con cui procedono le campagne di vaccinazione mentre si accendono nuovi focolai di COVID-19. Questo scenario secondo noi dovrebbe predisporre per una performance migliore delle economie emergenti nel prossimo futuro, con l’aumento delle percentuali di vaccinazioni e il miglioramento dei trend relativi al COVID-19.

Dopo essere stata uno dei paesi più brillanti nell’universo azionario dei mercati emergenti fino a febbraio 2021, la Cina è stata sorpassata dai peer. I nomi più prestigiosi nell’universo internet hanno penalizzato quando il governo cinese ha riesaminato più attentamente il settore introducendo misure antitrust e di altro genere più rigide. I protagonisti principali si sono impegnati nell’aumentare la spesa per rafforzare la competitività. La debolezza di questi titoli secondo noi è una pausa di breve termine, piuttosto che una flessione destinata a durare più a lungo. Vediamo come un elemento cruciale il fatto che il governo miri allo sviluppo sostenibile di un settore che contribuisce notevolmente alla crescita economica e al progresso tecnologico del paese. Questi titoli torneranno prevedibilmente ad accelerare quando la pressione normativa inizierà ad allentarsi e si completeranno gli investimenti nell’attività, e restiamo positivi riguardo alle loro possibilità in una prospettiva temporale più lunga.

Il rischio di inflazione è in crescita?

Con la vivace ripresa dai momenti più bui della pandemia dell’economia globale alimentata dallo stimolo, negli Stati Uniti sono riemerse le preoccupazioni per l’inflazione. Pur restando fedeli al nostro approccio agli investimenti bottom-up e stock-driven, vigiliamo attentamente sulla possibilità di elementi macroeconomici sfavorevoli.

Il recente cambiamento del tono della Federal Reserve statunitense (Fed) riguardo all’inflazione riflette il solido scenario della domanda che abbiamo già osservato. I rialzi dei prezzi riflettono aumenti delle materie prime, strozzature delle forniture e tendenza al rialzo della domanda: un’interazione di fattori esclusiva per la pandemia. Molte società dei mercati emergenti hanno trasferito solo moderatamente sui clienti i costi di input più elevati, considerando che l’aumento deriva in gran parte da problemi di forniture destinati ad essere di breve durata. I prezzi sono rimasti sotto controllo anche in considerazione degli aumenti di efficienza e della concorrenza tra le società. Secondo noi, le pressioni inflazionistiche avranno una vita relativamente breve.

L’esperienza peraltro suggerisce che i messaggi della Fed relativi al tapering e i preparativi per una mossa di questo genere creeranno probabilmente una volatilità del mercato superiore alla riduzione effettiva degli acquisti di obbligazioni. Il rischio reale sarà un calo repentino della liquidità in previsione di aumenti dei tassi e della fine di uno stimolo senza precedenti, che potrebbe indurre il mercato a diventare più prudente.

Mentre continuano a tracciare una strada per il futuro post-pandemia, le nostre prospettive generali per i mercati emergenti restano positive, anche se vi sono alcuni rischi che potrebbero avere un impatto sulla nostra view di medio termine. Ciò detto, qualche bolla di breve termine potrebbe creare opportunità d’investimento per un periodo più lungo, sostenute dai punti di forza strutturali dei mercati emergenti e dalla competitività delle società locali.

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