Asset allocation: tra Cina e Usa ecco chi e quando avrà la meglio

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di Redazione 11 Gennaio 2022 | 09:31

Il mio outlook si apre sempre con l’analisi dei rischi. Rischio pandemico, rischi geopolitici, rischi climatici, rischi sociali ed economici, e così via. Perché, che tu sia gazzella o che tu sia leone devi sempre correre e stare attento che qualcuno non ti mangi (o ti spari). E nel campo della finanza, un investitore coscienzioso e un consulente finanziario attento devono conoscere quali possono essere i fattori di rischio “non finanziari” che potrebbero fare scattare il panico anche sui mercati borsistici.

Lasciando da parte il rischio pandemia che ormai è il “New Normal”, A livello di rischio geopolitico, nell’Outlook 2022 ho pubblicato due slides che vi riporto in questo articolo e che credo siano fondamentali per capire quali sono le aree del mondo da tenere monitorate leggendo attentamente siti di intelligence e di studi geopolitici. Perché non è detto che certe notizie vengano riportate dai media generalisti (tv, giornali e siti web) più impegnati a seguire il virologo di turno o l’influencer di grido. O magari vengono riportate dopo qualche tempo, quando per l’investitore è ormai tropo tardi per correre ai ripari. E’ il caso oggi della guerra civile scoppiata in Kazakhstan di cui i siti di intelligence stanno scrivendo da qualche tempo e che solo da un paio di giorni è comparsa sugli schermi tv quando finalmente erano disponibili i video degli scontri.

Il rischio geopolitico arriva oggi dal mare cinese meridionale

A livello di rischio geopolitico quello che a me preoccupa di più oggi è la tensione crescente nel MCM (mare cinese meridionale) dove si confrontano due imperi. Uno ri-nascente (Cina) guidato da un nuovo “imperatore” che ha ben dritta la barra e uno in veloce declino (USA) guidato da un presidente sonnacchioso che già ha deluso metà dei suoi elettori, tanto che i sondaggi per l’esito delle Mid-Term Election vedono già il ritorno di Trump nel 2024.

Nel mentre, due flotte gigantesche (a cui si sommano le Marine rispettive alleate) si stanno confrontando in quelle acque in cosiddette “esercitazioni congiunte”, almeno fino a quando un “incidente grave” alzerà i toni dello scontro e finirà sulle prime pagine di tutti i giornali, sempre che non ci arrivi prima in testa un missile balistico!

Qualcuno potrebbe pensare che è un rischio lontano dall’Europa e dall’Italia. Come dargli torto, geograficamente lo è, ma la prima slide che vi faccio vedere (grafica 1), tratta dal capitolo dell’Outlook sui rischi ci mostra come l’area tra lo stretto di Taiwan (che la Cina vorrebbe annettersi) e lo stretto di Luzon sia una rotta obbligata per le portacontainer che spostano merci dall’Asia all’Europa visto che il 30% del traffico passa da lì. Almeno fino a quando la rotta artica sarà aperta dal riscaldamento climatico, ma tale rotta è presidiata dalla Russia, alleato numero uno dei cinesi. Il MCM è un area di oceano tra le più pescose al mondo, e noi sappiamo che i fattori demografici spingono per un aumento della domanda di proteine animali pregiate come il pesce, e nei fondali ci sono miliardi di metri cubi di gas e petrolio da sfruttare in un’area del mondo in rapida crescita che richiede sempre più energia.

La mappa dei conflitti del mondo moderno aiuta la vendita di armi

Ergo, non possiamo ignorarlo da investitori (e consulenti). Ma il punto caldo nel MCM è solo una delle tante aree di “interesse” per gli USA in questo pazzo mondo. Nella seconda grafica (Grafica 2) vi mostro tutti i potenziali rischi di conflitto elencati dal Council on Foreign Relations americano. Il Global Conflit Tracker è un po’ la carta geografica dove noi mettiamo le bandierine dei posti visitati da turisti, loro ci mettono le bandierine per identificare il livello di rischio di ogni conflitto in corso (o nascente).

Come vedete nei due riquadri di sinistra della grafica, è ovvio che più aumentano le tensioni nel globo più aumentano le spese militari e infatti i dati tratti dal sito svedese di analisi SIPRI lo dimostrano. E USA e Cina sono i due “big” a cui vendere oggi armamenti. Un business poco etico e molto inquinante che però non passa mai di moda, come ricorderanno i lettori più attempati che avranno visto il bel film di Alberto Sordi “Finché c’è guerra c’è speranza” del 1974, ancora oggi attuale e godibilissimo.

I rischi geopolitici che vi ho mostrato sono solo una piccola parte dei rischi che ho citato nell’Outlook previsionale e che coprono aspetti sociali, economici e climatici. Rischi che si addensano sulla testa del piccolo investitore come la nuvola di Fantozzi.

La compiacenza degli investitori è ancora intatta

Ma la cosa stupefacente è guardare agli indicatori di sentiment, come vedete nella terza grafica che vi propongo (Grafica 3). Questo è uno dei miei grafici intermarket più utili e che ho spiegato in dettaglio nel libro “La Ruota dei mercati finanziari”. In sostanza combina l’andamento del VIX Index con l’andamento dell’S&P500 (in cui vediamo le manovre della Fed), con sotto un rapporto di forza tra oro ed equity. Come si nota, sia il VIX sia il rapporto Gold/SPX continuano a scendere indicando sempre più compiacenza degli investitori man mano che il prezzo dell’SPX entra in parabola. E il Fear&Greed Index della CNN conferma i miei calcoli: ottimismo, compiacenza ed euforia sono una costante da aprile 2020 a oggi. I mercati saliranno ancora, dritti come fusi, che tanto ci pensano le banche centrali a mettere le toppe al sistema quando serve.

Conclusioni

Ma sarà così anche questa volta? Non credo. Potrei sbagliarmi, ma stavolta è diverso: lo scenario centrale del mio Outlook Previsionale è infatti dedicato al mix “crescita economica – inflazione – rialzo dei tassi”. Una combinazione di fattori che non si vedeva da oltre 10 anni (e di cui i giovani investitori e consulenti non hanno idea degli effetti e di come comportarsi) e che prima o poi obbligherà le Banche Centrali e i governi a reagire in un modo che non farà piacere a investitori e mercati. Vi lascio al proposito con la quarta grafica (Grafica 4) che riassume nell’Executive Summary il mio pensiero.

Bene, spero di avervi incuriosito e di avervi stimolato ad approfondire questi temi. Per chi avesse 15 minuti di tempo consiglio di guardare il video introduttivo del mio Outlook (composto da 115 slides e tre ore di video-analisi adatta a tutti). A questo link trovate tutte le info e il video.

A cura di Andrea Forni, analista tecnico-finanziario e co-fondatore di Investireneimegatrend.it.

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