Asset allocation, titoli tech: le tendenze strutturali restano intatte

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di Redazione 30 Giugno 2022 | 13:01

Per molto tempo i titoli tecnologici hanno goduto di condizioni speciali: con tassi di interesse estremamente bassi, la crescita era facile da finanziare e aveva precedenza sulla redditività. La pandemia di Covid-19, inoltre, ha accelerato la digitalizzazione di interi settori e ambiti della vita. In questa costellazione, i titoli tech erano i beniamini degli investitori. Ma dall’inizio del 2022 le cose sono cambiate.

In questo scenartio, ecco di seguito la view di René Kerkhoff, Fund Manager, Analyst Internet, Tech, Retail & Automotive di DJE Kapital.

I fattori strutturali, in particolare la digitalizzazione, non sono scomparsi, ma il vento di coda delle politiche monetarie accomodanti si è trasformato in un vento contrario a causa dell’aumento dei tassi di interesse e a questo si sono aggiunti importanti rischi geopolitici. Il Nasdaq 100, che riflette la performance delle 100 maggiori società tecnologiche statunitensi, ha perso ben il 31% da inizio anno, mentre l’S&P 500, l’indice azionario delle 500 maggiori società statunitensi, ha perso “solo” il 21%.

A maggio l’inflazione negli Stati Uniti è salita all’8,6%, il livello più alto dal 1981, soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi delle materie prime e dei problemi delle catene di approvvigionamento. Aumenta quindi la pressione sulla Fed affinché aumenti ulteriormente i tassi di interesse, cosa che danneggia i titoli tecnologici perché gli utili futuri vengono scontati a un tasso più elevato, riducendo così il valore attuale dell’azienda. L’aumento dell’inflazione pesa anche sul sentiment dei consumatori.

Questa combinazione di inflazione e scarso sentiment dei consumatori si sta facendo sentire in molti segmenti. Le aziende che avevano costruito una base solida negli anni della pandemia e che erano cresciute fortemente, devono ora ridimensionare le loro previsioni per l’anno in corso. In particolare, si tratta delle aziende dell’e-commerce, dei social media e della pubblicità. Ad esempio, le nuove assunzioni vengono per ora rimandate (Snapchat, Netlifx, Microsoft, Facebook, Amazon, Gorillas, Klarna, ecc.), oppure i dipendenti vengono addirittura licenziati, come nel caso di Tesla, che ha annunciato il blocco delle assunzioni a livello globale e sta valutando la possibilità di ridurre la propria forza lavoro del 10%. Tuttavia, l’attuale sell-off, e quindi le valutazioni molto più convenienti in un settore in cui le tendenze strutturali di fondo sono intatte, potrebbero ora portare a un aumento delle fusioni e delle acquisizioni.

Focus cybersecurity

Nel settore tecnologico, le aziende specializzate in cybersecurity sono particolarmente interessanti. A causa della crescente digitalizzazione delle aziende e dell’attuale conflitto in Ucraina, anche la vulnerabilità agli attacchi informatici sta aumentando in tutto il mondo. La domanda di soluzioni di sicurezza informatica aumenterà almeno quanto il tasso di digitalizzazione delle aziende, semplicemente per proteggere la proprietà intellettuale. Di conseguenza, il settore sta affrontando investimenti elevati, tanto che il fatturato globale della sicurezza informatica potrebbe aumentare di quasi il 60%, raggiungendo i 345 miliardi di dollari entro il 2026. Tanto più che a gennaio, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato che le aziende e le istituzioni governative dovranno convertire le loro reti in un’architettura a fiducia zero entro il 2025.

Focus cloud e software

Esistono interessanti opportunità di investimento anche per i fornitori di cloud e software, spesso caratterizzati da margini elevati e ricavi ricorrenti. La tendenza verso il cloud è ininterrotta e negli ultimi tempi ha addirittura visto un‘accelerazione. Mentre in passato le aziende gestivano i server in autonomia, oggi ricorrono quasi esclusivamente a fornitori esterni. Anche il settore dei software potrebbe avere un potenziale ulteriore. Uno dei grandi cambiamenti degli ultimi anni è stato il passaggio dall’acquisto di software all’abbonamento – “Software as a Service” (SaaS). I vantaggi sono ricavi calcolabili e ricorrenti, un flusso di cassa stabile e una fedeltà duratura dei clienti, ma anche una certa dipendenza. Alcune società di software, tra cui Adobe, Salesforce, Intuit o Autodesk, possono registrare oltre il 90% dei loro ricavi come ricorrenti. Questi ricavi affidabili sono interessanti per gli investitori, soprattutto quando la situazione economica è incerta.

Al momento è necessario analizzare esattamente quali sono le società tecnologiche in cui vale la pena investire. L’analisi selettiva e i processi di selezione sono estremamente importanti. Un’eventuale recessione potrebbe addirittura favorire i titoli tecnologici: l’inflazione si raffredderebbe, la pressione dei tassi d’interesse diminuirebbe e la crescita potrebbe tornare a essere finanziata in modo più conveniente. Un altro elemento a favore dei titoli tecnologici è la loro minore dipendenza dai prezzi delle materie prime e dalle catene di approvvigionamento, che di solito riescono a trasferire bene gli aumenti di prezzo ai clienti.

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