Tasse sulla casa: le novità dal catasto alla cedolare secca

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di Luca Spoldi 21 Febbraio 2020 | 11:11

Nuovo catasto ed estensione cedolare secca

Tassa sulla casa, si cambia? La Commissione bicamerale per la vigilanza dell’anagrafe tributaria ha elaborato alcune proposte che potrebbero riformare il catasto arrivando ad un’estensione della disciplina della cedolare secca, in grado di produrre una significativa modifica della tassazione sulla casa in Italia. Le misure potrebbero ora essere inserite nella prevista riforma fiscale cui sta lavorando il governo da qualche mese.

Nuovo catasto e rischio di aumento dell’Imu

L’obiettivo è infatti quello di semplificare e rendere più eque le tasse sulla casa, riformando il catasto, un sistema entrato in vigore nel lontano 1939 e da tempo giudicato obsoleto. La revisione delle rendite catastali avrebbe conseguenze sulle imposte sugli immobili, a partire dall’Imu, portando ad una semplificazione degli adempimenti per i contribuenti italiani. Il suggerimento della Commissione è di attuare un passaggio graduale ad un nuovo catasto, per evitare incrementi delle imposte sulla casa e di creare un “cassetto del fabbricato” sull’esempio del cassetto fiscale di ogni contribuente, così da avere una banca dati aggiornata in grado di stimare il valore reale di un immobile.

Reintrodurre cedolare secca per immobili commerciali

Tra le proposte anche il ripristino del regime della cedolare secca (finora al 21%, ovvero al 10% in caso di contratti a canone concordato o contratti stipulati in Comuni per i quali è stato deliberato lo stato d’emergenza a seguito di calamità naturali) ai locali commerciali di categoria C/1 e ampiezza inferiore ai 600 mq, stoppata quest’anno a causa della mancata proroga in Legge di Bilancio. La Commissione ha infine suggerito di stabilizzare i bonus edilizi, così come le agevolazioni per le imprese, ritenuti fondamentali per il sostegno del mercato immobiliare (che pure sta dando segnali di graduale ripresa).

Governo al lavoro per la riforma fiscale

Le linee guida della Commissione bicamerale di vigilanza sull’anagrafe tributaria passano ora al vaglio del Governo, da parte sua impegnato nel tentativo di limare il cuneo fiscale sul lavoro, ridurre e semplificare l’Irpef e provare a riequilibrare le tassazioni dirette e indirette. Riusciranno Giuseppe Conte e i suoi ministri in un’impresa annunciata da anni ma mai portata a termine a causa di difficoltà nel reperire le adeguate coperture, non avendo mai voluto alcun governo ridefinire e ridurre la spesa pubblica in altri comparti, per non scontentare nessuna clientela?

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