Mutui, rispunta la penale per l’estinzione anticipata

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di Redazione 29 Luglio 2015 | 08:22
LA DIRETTIVA SPARIGLIA LE CARTE – Come segnala il sito MutuiOnline.it, il 2 luglio l'ordinamento italiano ha recepito la direttiva europea 2014/17 sui mutui, con il rischio di dover a questo punto reintrodurre le penali di estinzione anticipata. Nel quadro della Mortgage Credit Directive, spiega MutuiOnline.it, si stabilisce infatti una nuova disciplina riguardante i contratti di credito sui beni immobili. L'applicazione delle penali, introdotte anche in caso di surroga, cancellerebbe i benefici della loro abolizione stabiliti dall’ex ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani, il quale avviò un percorso graduale che si concluse con l’approvazione del decreto Bersani-bis del 2007. Il provvedimento imponeva che la stipula di un finanziamento per comprare casa non potesse più contenere clausole che prevedessero il pagamento di una qualsiasi somma a titolo di indennizzo per la chiusura anticipata del finanziamento.
 
IL RITORNO DELLA PENALE – Prima di questa data, il mutuatario che decideva di estinguere il mutuo prima della scadenza era tenuto a pagare all’istituto di credito l’intero ammontare del debito residuo maggiorato di una penale, che poteva arrivare fino al 1,50% della cifra ancora da saldare nel caso di un mutuo a tasso variabile e al 2,50% per quello a tasso fisso. La direttiva europea prevede all’articolo 66 che i singoli Stati dell’Unione europea possano imporre delle condizioni per esercitare il recesso. Il testo della disposizione stabilisce che “tra queste condizioni possono figurare restrizioni temporali sull’esercizio del diritto” o “un trattamento diverso a seconda del tipo di tasso debitore”. Le limitazioni “possono prevedere che il creditore abbia diritto a un indennizzo equo e obiettivamente giustificato per i costi potenziali direttamente connessi al rimborso anticipato del credito”.
 
LA SCADENZA DEL 2016 – Si fa concreta, fa notare MutuiOnline.it, anche la possibilità per le banche di chiedere che la stipula del finanziamento per la casa sia accompagnata dalla richiesta di apertura di un conto corrente, un conto deposito o una polizza assicurativa presso il medesimo istituto come garanzia per il rimborso del prestito. A scapito di quella trasparenza e di quella libera concorrenza che si è cercato di tutelare negli ultimi anni sul fronte dei mutui. Il governo avrà tempo fino al 21 marzo 2016 per decidere come attuare la direttiva europea: gli Stati membri hanno un margine di manovra abbastanza ampio sui mezzi per raggiungere il fine della direttiva e il Consiglio dei Ministri potrebbe scegliere comunque di garantire la tutela dei consumatori. In caso contrario, le penali saranno applicate solo ai contratti stipulati a partire dalla data di pubblicazione della nuova disciplina.

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