Immobiliare, per gli addetti ai lavori il 2014 è l’anno della stabilità

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di Amelia Zonta 10 Luglio 2014 | 08:17

Lo rileva l’osservatorio basato sull’indagine qualitativa elaborata dall’Università degli Studi di Parma in collaborazione con Sorgente Group Spa e Federimmobiliare


Il 2014 potrebbe essere un anno di transizione, all’insegna della stabilità. Diverse sono le tendenze in atto: da una parte sale, anche se lentamente, l’interesse verso il mattone, inteso sia come bene primario (la casa) sia come destinazione di investimento. Tuttavia, gli operatori non sono ancora del tutto sicuri della ripresa. Lo rileva il “Sentiment del mercato immobiliare” per il primo quadrimestre 2014, l’osservatorio basato sull’indagine qualitativa elaborata dall’Università degli Studi di Parma in collaborazione con Sorgente Group Spa e Federimmobiliare, che intervista circa 200 operatori del mercato immobiliare. Più dell’80% del panel ritiene che nei prossimi 12 mesi il settore potrà migliorare o rimanere stabile, a fronte di un residuale 14,85% del campione che pensa a un peggioramento. Intervistati sulle azioni da mettere in campo per il proprio business, gli operatori esprimono l’intenzione di investire per poter rinnovare la propria attività. Dopo tanti mesi di cautela, più del 30% dichiara di volere assumere personale.
 
ATTENZIONE ALL'INCERTEZZA – L’Indice Fiups – acronimo di Federimmobiliare, Università degli Studi di Parma e Sorgente Group Spa, che è la rappresentazione grafica del Sentiment – indica tuttavia che non tutti i settori del real estate sono da valutare sotto la stessa lente. L’indice nel primo quadrimestre 2014 si è infatti assestato a 17,95 da 18,18 dello scorso quadrimestre, dopo due anni di leggera, ma costante crescita. Ciò che determina la flessione è probabilmente l’incertezza delle normative amministrative e tributarie in materia immobiliare. Inoltre, se è vero che si percepisce un nuovo impulso del mercato dei mutui retail, interrogato sulla nuova politica di apertura delle banche all'erogazione di mutui per la casa, il 62,26% degli intervistati non ritiene che questo possa essere un fattore incentivante per la vendita di un numero maggiore di abitazioni. Il comparto residenziale, a ogni modo, viene indicato come quello che per primo potrebbe essere oggetto di recupero, seguito dagli uffici: lo pensa il 53% circa degli intervistati. Rimane la difficoltà per gli immobili industriali, riflesso della crisi più generale. Proprio case e uffici, con la ripresa economica, potrebbero tuttavia contribuire a rendere migliore e duraturo il trend positivo del comparto immobiliare.
 
L’ACCESSO AL CREDITO – C’è stato un mutamento di prospettiva rispetto alle passate rilevazioni, con un miglioramento per entrambe le tipologie di operatori, retail e istituzionali: secondo il 45,71% è più facile per le famiglie accendere mutui, mentre secondo il 31,43% lo è anche per i grandi investitori. Inoltre, tranne che per il comparto industriale, che potrebbe scontare fenomeni di ristrutturazione aziendale e del debito societario, si accentua il profilo di stabilità del rapporto tra valore dell’immobile e quello del finanziamento.
 
UN "BOLLETTINO" PER GLI INVESTIMENTI – I fondi pensione denotano il più grande trend di crescita: secondo gli intervistati sono questi gli investitori più attivi oggi sul mercato. Inoltre, rispetto alla precedente rilevazione, le aspettative di investimento degli operatori istituzionali considerano non più solo il comparto residenziale e quello degli uffici, ma anche quello commerciale. Ciò può derivare dal miglioramento del trend economico percepito dal panel degli intervistati. Come nelle precedenti edizioni, anche la prima del 2014 mostra la volontà degli investitori istituzionali e previdenziali di modificare la composizione del proprio portafoglio, riducendo la quota di investimenti nel settore residenziale e aumentando quella nel terziario. Per quanto riguarda gli strumenti, cresce la domanda di nuovi fondi, con un occhio di riguardo a quelli non tradizionali, cioè i fondi riservati ad apporto e gli speculativi.

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