Crediti deteriorati, la situazione sta migliorando

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di Luca Spoldi 31 Maggio 2018 | 12:57

Banche, accelera la pulizia di bilancio

Entro fine anno Banca d’Italia prevede che gli istituti di credito italiani cederanno crediti deteriorati per 65 miliardi di euro lordi, dopo i 35 miliardi già ceduti nel corso del 2017 e agli 8 miliardi ceduti nel 2016. Il dato è emerso dalle Considerazioni Finali lette dal governatore, Ignazio Visco, durante la presentazione della Relazione Annuale di Via Nazionale, due giorni or sono.

Occorre far spazio a fondi turn-around

Tra i passaggi del discorso di Visco, particolare interesse ha destato l’osservazione che la cessione in particolare di posizioni “unlikely to pay” (inadempienze probabili) beneficerebbe “dell’intervento, in Italia ancora contenuto, di operatori specializzati in ristrutturazioni aziendali” come i fondi di turn-around, “in grado di offrire alle imprese sia nuovi finanziamenti sia le risorse manageriali necessarie per il rilancio dell’attività”.

In ripresa recupero in via ordinaria

Alla riduzione dei crediti deteriorati, ha sottolineato Visco, ha contribuito anche l’attività di recupero in via ordinaria. Nel 2017 il tasso di copertura delle esposizioni deteriorate è aumentato di due punti percentuali salendo al 53%, valore superiore alla media delle principali banche europee ha sottolineato il governatore, mentre è aumentato di circa mezzo punto il tasso di copertura dei crediti deteriorati non assistiti da garanzia, al 63,5%.

Effetti positivi dalla nuove norme

Da ultimo, le nuove norme relative alle procedure esecutive immobiliari (su cui Lega e M5S sembrerebbero voler tornare indietro, ndr) hanno avuto effetti positivi “sensibili” sotto il profilo delle tempistiche e dei risultati. La quota di procedure per le quali la pre-vendita si è conclusa entro un anno è salita dal 10% al 19%, quella per le quali si è conclusa entro 18 mesi è salita dal 27% al 35%. Quanto alla fase di vendita, la quota di procedure chiuse entro 12 e 18 mesi sono aumentate rispettivamente dall’8 al 21% e dal 17% al 36%.

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