Credem, nuovi piani di sviluppo nel private

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Francesca Vercesi di Francesca Vercesi8 gennaio 2019 | 06:36

Gestione mutispecialist e approccio need based premiano il canale private di Credem e di Banca Euromobiliare. A sostegno di un modello ben riuscito c’è anche la neonata Euromobiliare Advisory Sim. E le due reti puntano a 1,5 miliardi di raccolta entro fine anno. Ne parliamo con Matteo Benetti (nella foto), coordinatore reti wealth management del gruppo Credem.

Come sta andando il 2018 per il private banking del Gruppo Credem?

Siamo molto soddisfatti per quanto riguarda il canale private banking sia di Credem sia di Banca Euromobiliare. I risultati, in particolare, ci stanno confermando la bontà del nostro modello di business dove la gestione multispecialist e l’approccio need based ci sta premiando a discapito di chi continua ad approcciarsi con logiche di prodotto. Il benchmarking delle migliori esperienze e dei più importanti successi delle due reti di private banking ha prodotto un mood virtuoso che ci ha permesso, anche quest’anno, di raggiungere in anticipo sui tempi, i nostri obiettivi di sviluppo con oltre 1 miliardo di euro di nuova raccolta ed abbiamo l’obiettivo entro fine anno di raggiungere 1,5 miliardi di euro. Ciò è stato possibile grazie anche alla stretta collaborazione con la neonata Euromobiliare Advisory Sim che ha supportato le reti nell’erogare un servizio altamente qualificato in tutti gli ambiti di esplorazione dei bisogni della clientela. I nostri modelli di servizio confermano il forte appeal già messo in evidenza negli ultimi anni tanto che anche quest’anno 30 private banker, provenienti principalmente da banche private specializzate, hanno deciso di aggiungersi alle nostre due squadre scegliendo un modello bancario come quello del private banking Credem o più specializzato come quello di Banca Euromobiliare.

Quali sono le novità introdotte in questi mesi?

La nascita di Euromobiliare Advisory Sim ha accelerato il processo, in corso da quattro anni, di evoluzione del modello di servizio che ci ha permesso di proseguire nello sviluppo intenso della quota di mercato. Abbiamo inoltre rafforzato l’attività di Corporate Finance dove, grazie alla nostra storica esperienza in quest’ambito, alla partnership con la rete corporate di Credem, all’attività di Euromobiliare Fiduciaria (attraverso Escrow Account) e alla riconosciuta solidità del gruppo, abbiamo soddisfatto le esigenze di quegli imprenditori che avevano la necessità di gestire al meglio il passaggio generazionale dell’impresa o la sua eventuale cessione.

Siete forti sulla consulenza personalizzata. Come vi state muovendo? Avete qualche novità in cantiere in termini di prodotti e servizi?

La consulenza personalizzata rappresenta la soluzione ideale per aiutare il cliente a gestire momenti di mercato come quelli attuali. Abbiamo ulteriormente investito sul nostro servizio di advisory per ottimizzare i tempi di risposta e per rendere le strategie al meglio. La nostra dimensione ci permette di avere adeguate economie di scala, ma nello stesso tempo di poter continuare a personalizzare il servizio ed a gestire ogni consulente e cliente come persona con un servizio tarato sulle reali esigenze.

Molti clienti di alto profilo sono anche imprenditori, come vi state muovendo in questo senso?

Abbiamo sempre riservato una particolare attenzione agli imprenditori che, tra i nostri clienti, rappresentano il 25% della nostra raccolta. Per far fronte alle loro esigenze abbiamo attivato, nel tempo, diversi servizi di consulenza finalizzati ad assisterli nei momenti più delicati della loro azienda o della vita privata. Anche per quel che concerne la gestione del loro business ordinario, siamo sempre attenti ad assisterli ogni qualvolta vi siano cambi normativi. L’ultimo esempio riguarda l’obbligo di fatturazione elettronica che partirà dal gennaio 2019, rispetto al quale ci stiamo proponendo, attraverso la nostra controllata Credemtel, come partner esclusivo per la gestione e l’archiviazione elettronica di tutte le loro fatture.

Come sta andando il mondo delle gestioni patrimoniali, in considerazione del fatto che l’incertezza regna sovrana e che gli investitori sono sempre più spaventati anche dal rischio di ridenominazione della valuta?

Le gestioni patrimoniali hanno sempre rappresentato la punta di diamante della nostra offerta. Si tratta di uno strumento di diversificazione sul quale abbiamo sempre puntato e lo dimostra il fatto che deteniamo una quota di mercato molto rilevante in quest’ambito. Con mercati finanziari così complessi è importante essere eccellenti e per farlo stiamo continuando a investire sia su procedure che innovino il servizio, sia sulle persone, tanto che nel 2018 abbiamo inserito tre nuovi professionisti. In merito al momento di mercato, dopo otto anni molto positivi è fisiologico avere una fase come quella attuale ed è proprio in questi momenti che la gestione patrimoniale rappresenta lo strumento ideale per gestire i risparmi con diversificazione sia a livello di asset sia sotto l’aspetto valutario.

 


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