Consulente formato, mezzo salvato…parola di Mifid 2

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La direttiva definisce la quantità di formazione necessaria ai professionisti, ma non è tutto…

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti7 febbraio 2018 | 12:08

Dopo l’approfondimento dedicato al tema delle competenze che tanto era stato apprezzato dai nostri lettori, oggi vogliamo proporvi un piccolo excursus dedicato alla formazione Mifid compliant. Dimenticatevi pure quella fai da te e le giornate passate a chiaccherare in aula, ora tutto l’impegno sarà sostanzioso. Sia per il consulente che per l’intermediario.

Chi fa cosa?
Stando a quanto definito dall’art.59-sexies del nuovo Regolamento Intermediari Consob (in attesa della sua pubblicazione ufficiale), che recepisce le indicazioni di Mifid 2, i corsi di formazione professionale possono essere organizzati direttamente dagli intermediari mandanti/datori di lavoro.

Nel corso della consultazione è emerso il suggerimento di consentire che i corsi stessi possano essere organizzati anche da un intermediario diverso da quello da quello mandante/datore di lavoro o da un ente appositamente costituito, purchè appartenenti al medesimo datore di lavoro (ad esempio i corsi per i consulenti Fideuram potrebbero essere organizzati da Sanpaolo Invest).

Ad ogni modo quando i corsi di formazione non vengono direttamente organizzati dagli intermediari mandanti/datori di lavoro (o da un intermediario diverso da quello da quello mandante/datore di lavoro o da un ente appositamente costituito, purchè appartenenti al medesimo datore di lavoro), questi ultimi si possono avvalere dei seguenti soggeti:
1 Associazioni di categoria degli intermediari assicurativi, creditizi e finanziari, costituite da almeno due anni.
2 Enti appartenenti a una Università riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
3 Enti in possesso della certificazione di qualità UNI EN ISO 9001:2008 settore EA37, UNI ISO 29990:11, UNI 9001:2015 o di altri sistemi di accreditamento riconosciuti a livello europeo o internazionale
4 (ipotesi emersa in consultazione) Consigli Nazionali degli Ordini professionali vigilati dal Ministero della Giustizia, che abbiano comprovata esperienza formativa nelle materie indicate negli Orientamenti Esma

La somministrazione della formazione
In base a quanto espresso dall’art.59-octies del nuovo RI, gli intermediari si dovranno fare garanti che i membri del personale mantengano qualifiche idonee e aggiornino le proprie conoscenze e competenze attraverso un percorso continuo di formazione o sviluppo personale pertinente alla propria qualifica che preveda, almeno ogni 12 mesi, la partecipazione a un corso della durata di almeno 30 ore.

Ma non è tutto. I corsi devono avere una durata non inferiore a 3 ore giornaliere né superiore a 8 ore giornaliere e devono concludersi con lo svolgimento di un test di verifica delle conoscenze acquisite conformemente a quanto disposto dall’art. 59-sexies, commi 6 e 6-bis.

E poi?
Ogni qual volta avvengano cambiamenti e modifiche del ruolo del personale addetto alla prestazione dei servizi pertinenti o dei modelli di servizio o della normativa di riferimento, dovrà essere effettuata una specifica formazione che preveda la partecipazione a un corso della durata di almeno 30 ore. Come detto in precedenza i corsi devono avere una durata non inferiore a 3 ore giornaliere né superiore a 8 ore giornaliere e devono concludersi con lo svolgimento di un test di verifica delle conoscenze acquisite conformemente a quanto disposto dall’art. 59-sexies, commi 6 e 6-bis.

Inoltre, in previsione dell’offerta di eventuali nuovi prodotti di investimento, il personale addetto alla prestazione dei servizi pertinenti dovrà essere sottoposto a specifica formazione, elemento propedeutico e imprescindibile all’avvio dell’offerta stessa.

Secondo quanto definito dall’art. 59-octies, gli intermediari dovranno infine tenere traccia e documentare i periodi di esperienza ed effettuare, con frequenza almeno annuale, una revisione delle esigenze di sviluppo e formazione dei membri del personale, direttamente o avvalendosi di un soggetto esterno.

Insomma, tanti obblighi e un impegno non da poco per professionisti e intermediari. E ricordate, come nella migliore tradizione degli spaghetti western: Mifid 2 non perdona.


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