Lombard Odier IM vede un rialzo dei tassi Usa in dicembre

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Luca Spoldi di Luca Spoldi27 luglio 2017 | 12:54

POCHE NOVITA’ NEL COMUNICATO FED – Come ampiamente previsto la Federal Reserve ha lasciato ieri i tassi invariati, con una nota a commento della decisione che ha presentato poche variazioni rispetto a quella diffusa a giugno. Comunque, notano stamane gli esperti di Lombard Odier Investment Managers, “due elementi hanno catturato l’attenzione dei mercati”. Il Fomc ha sottolineato come l’inflazione (e l’inflazione “core”, che esclude dal calcolo i prezzi di energia e generi alimentari) sono calate e restano sotto il 2%, anche se i rischi appaiono “bilanciati”. Inoltre il Fomc ha detto di attendersi di iniziare a implementare la “normalizzazione di bilancio” (ossia la vendita di bond sul mercato, ndr) “relativamente presto”, e non “entro la fine dell’anno” come scritto a giugno.

VENDITA ASSET POTREBBE PARTIRE A SETTEMBRE – Ciò significa secondo gli uomini di Lombard Odier IM che l’annuncio di un avvio del “quantitative tightening” potrebbe arrivare già al termine delle riunioni di settembre o ottobre. Il mercato ha interpretato la dichiarazione come non agressiva, tanto che il dollaro ha perso terreno e i tassi sui bond in dollari sono calati, anche perchè pare difficile che se sarà avviata la riduzione dell’attivo di bilancio potranno esservi ulteriori rialzi dei tassi. Per alcuni, inoltre, il fatto che il comunicato usi termini “flessibili” indicherebbe che la Federal Reserve è ancora incerta sulla tempistica dell’avvio della normalizzione e vuole lasciarsi aperte più opzioni.

NON E’ DA ESCLUDERE RIALZO TASSI A DICEMBRE – Gli uomini di Lombard Odier IM non sono d’accordo con questa interpretazione: “La Fed sembra voler orientare la sua attenzione verso la stabilità finanziaria; più precisamentes sulla sopravvalutazione di determinati asset e sull’impatto che questo potrebbe avere sull’economia in futuro”. Gli  esperti ritengono “che l’economia Usa stia operando molto vicino al suo potenziale, e che la Fed sia pronta a irrigidire la politica monetaria nonostante la debolezza dell’inflazione, debolezza in parte dovuta ad un effetto basi”. Pertanto “ci attendiamo che la Fed annunci l’avvio del processo di normalizzazione del suo bilancio alla riunione di settembre e non saremmo sorpresi se la banca centrale alzasse ancora una volta i tassi nella riunione di dicembre, se l’inflazione non mostrerà una ulteriore, inattesa, decellerazione”.

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