Consulenti, qualche domanda scomoda per voi

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di Redazione 7 Marzo 2022 | 09:57

Pubblichiamo di seguito un interessante approfondimento tratto da LinkedIn a firma di Daniele Bernardi, CEO di DIAMAN Partners LTD. Al centro dello stesso un appello ai consulenti finanziari legato al contesto di mercato, con annessa qualche domanda complicata

Vorrei fare alcune domande e riflessioni ai consulenti finanziari:

Siete tranquilli davvero quando dite ai clienti, non vendete perchè poi i mercati ritornano a crescere?

Siete convinti che un portafoglio bilanciato riuscirà a proteggere realmente gli investimenti dei vostri clienti?

Siete proprio certi di sostenere la gestione passiva incondizionatamente?

Ammiro la vostra convinzione, veramente!

Lo chiedo perché io non sono sicuro che sarà un periodo come marzo 2020, non sono nemmeno convinto che sarà una semplice crisi come il 2011 o il 2008;

In base a quale convinzione pensate che il mercato tornerà a crescere nei prossimi mesi’

Quali dati portate a supporto delle vostre convinzioni? Vi prego di scriverli nei commenti, io sono abbastanza inquieto a riguardo.

Premetto che trovo l’attuale conflitto un’atrocità e che non condivido nella maniera più assoluta l’operato di Putin e nemmeno quella degli USA e dell’Europa, ma lo scopo di questo post non è discutere di essa ma delle ripercussioni economiche che ne deriveranno.

L’attuale guerra non è minimamente paragonabile a quella dell’Afganistan o dell’Iraq, non si tratta di qualche bomba in una zona remota del pianeta.

Vi riporto qualche mia riflessione a cui, non essendo un economista e ne tantomeno uno stratega geopolitico non so darmi risposte oggettive:

1) La battaglia è prima di tutto energetica, gli USA hanno interessi a bloccare la fornitura di Gas dalla Russia all’Europa per diventare fornitore privilegiato, il prezzo del Gas è schizzato alle stelle e nessuno degli attori in gioco ha interesse ad abbassare i prezzi, se si volesse realmente mettere in ginocchio Putin, dovrebbero aumentare la produzione di petrolio per riportare il prezzo a 20 dollari al barile, così Putin vedrebbe ridursi i flussi di denaro, mentre invece c’è qualche interesse economico molto forte in gioco;

2) il punto uno, unitamente alla crescita dei prezzi delle materi prime sta facendo schizzare l’inflazione mettendo in crisi le aziende produttrici; già il settore automobilistico era in crisi per la componentistica, adesso lo diventeranno ancora di più per i costi di produzione; L’inflazione è una tassa occulta che pagano i cittadini, riperquotendosi anche sui rendimenti in termini reali degli investimenti;

3) La Russia ha dichiarato che non ripagherà il debito in scadenza, ovvero significa Default dal punto di vista economico della Russia con ripercussioni elevate nel mondo del credito e dei Bond governativi e High Yield; onestamente non ho idea che impatti porterà e se porterà al default paesi molto indebitati come l’italia, ma di certo gli spread si alzeranno con una riduzione dei prezzi delle obbligazioni (ci penserei 100 volte a proporre oggi portafogli bilanciati per ridurre il rischio).

4) le Banche, già in sofferenza per la loro esposizione alla Russia, vedi Unicredit, sono a rischio e dovranno probabilmente attingere alla mamma BCE e SEC per poter reggere l’impatto; non conosco l’esposizione delle banche Tedesche e Inglesi, ma temo che non sia banale ed irrilevante;

5) Le mosse suicide di bloccare i conti dei Russi, come sta accadendo in Italia, creeranno un clima di preoccupazione e di sfiducia nelle istituzioni e nei paesi, nessuno sarà disponibile a venire a far business in Italia pensando che da un giorno all’altro il governo possa bloccare i conti solo perchè ti piace il giallo, il rosso o il verde o sei nato in un paese diverso dall’Italia anche se vivi qui da decenni.

6) Il Rublo ha perso il 90% del suo valore in pochi giorni, mettendo in ginocchio decine di migliaia di russi che hanno redditi in patria ma vivono all’estero; Uccidendo di fatto il turismo Russo che comunque alimentava le nostre spiagge (sarde) e le nostre città principali.

7) Le ripercussioni delle sanzioni applicate alla Russia non riesco a definire gli impatti economici che avranno in futuro; di certo aver applicato sanzioni ad hoc, alcune banche gli è stato chiuso lo Swift e altre no, indebolisce la logica di “sanzionare” un’azione peraltro deprecabile;

8) L’Europa sta uscendo da questa situazione schiacciata dall’opportunista USA e del cattivo Putin, pagando il prezzo più caro della situazione; onestamente non riesco ad immaginare bene quale impatto avrà tutto questo sulla crescita economica futura, ma temo in una stagflazione, ovvero inflazione (che c’è) con mancanza di crescita (per essere positivo perchè rischiamo la recessione); un tale scenario è il peggiore possibile per una economia che è tra l’altro ultra indebitata e con armi spuntate per contenere inflazione e spingere la crescita economica.

Ammiro se pensate con ottimismo a mantenere gli investimenti dei clienti con caparbietà, la mia posizione è che nei mercati finanziari ci saranno sempre opportunità di crescita, ma in certi momenti è meglio non prendersi rischi inutili.

Uscire dai mercati dal mio punto di vista è un gesto di responsabilità nei confronti dei clienti e dei loro soldi; chi sostiene che bisogna stare investiti nella speranza che prima o poi i mercati cresceranno espone ai clienti ad un rischio enorme che dal mio personale punto di vista non ha senso correre.

Per questo, dal 2002, Diaman ha sviluppato e utilizza una strategia di risk on / risk off, ovvero che entra ed esce dai mercati azionari con una logica di trend following (segue l’andamento e si adatta) e sono onestamente sollevato che da inizio febbraio abbiamo ridotto ai minimi il rischio ai nostri clienti, per chi vuole vedere giorno per giorno l’andamento e l’esposizione in totale trasparenza il link è https://app.openphinance.com/managed-account/Dynamic100

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