Gam, i gestori svelano gli indicatori da monitorare

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Chiara Merico di Chiara Merico 7 Gennaio 2016 | 13:36
Esistono molti indicatori insoliti da prendere in considerazione e i professionisti degli investimenti di GAM ne hanno condivisi alcuni dei loro preferiti.

GLI INDICATORI – La maggior parte degli investitori presta particolare attenzione alle decisioni delle banche centrali o ai dati sulla crescita economica. Ma avere successo negli investimenti richiede di anticipare ciò che faranno le banche centrali, le economie e i mercati. Ma come riuscirci? Esistono molti indicatori meno ovvi da prendere in considerazione e i professionisti degli investimenti di GAM ne hanno condivisi alcuni dei loro preferiti.

HATHEWAY – Per Larry Hatheway, responsabile multi-asset portfolio solutions e capo economista di GAM, “l’Owner’s equivalent rent è un componente dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) negli USA e misura quale sarebbe il costo per il proprietario di un’abitazione qualora decidesse di concederla in affitto. Questo componente, da solo, rappresenta oltre il 24% dell’indice totale e più del 30% dell’indice core, il dato favorito dalla Federal Reserve statunitense dal quale sono esclusi i prezzi dei prodotti alimentari ed energetici. Si tratta dunque di un dato essenziale per comprendere le dinamiche politiche degli USA e rappresenta, insieme agli stipendi e ai costi sanitari, un indicatore fondamentale del potenziale di rialzo dell’inflazione”.

MONDANI – Per Gianmarco Mondani, investment director non-directional equity di GAM, “l’indice CRB Rind è una misura delle oscillazioni dei prezzi di 22 materie prime di base, i cui mercati sono solitamente tra i primi ad essere influenzati dai cambiamenti delle condizioni economiche. Pertanto, esso funge da indicatore precoce di variazioni imminenti dell’attività economica. Se le imprese non acquistano materie prime quali plastica, sego o cacao, questo è un chiaro segnale che indica un’economia in fase di rallentamento. La brusca caduta che questo indice ha recentemente subito non fa presagire nulla di buono per la futura crescita dell’economia globale”.

MASLOWSKI – Secondo Oliver Maslowski, gestore azionario Europa di GAM, “la crescita del commercio globale merita attenzione, soprattutto nel confronto con la crescita economica globale. Una crescita del commercio globale inferiore alla crescita del PIL sarebbe un segnale d’allarme e può indicare protezionismo, scarsa liberalizzazione, un calo della crescita nei mercati emergenti e una continua crisi della crescita in Europa. Inoltre, la crescita del commercio globale costituisce un indicatore valido per lo sviluppo delle esportazioni tedesche”.

SMOUHA – Per Jeremy Smouha, Atlanticomnium, gestore di diverse strategie di credito GAM, “molti investitori seguono le cifre sull’occupazione per verificare lo «stato di salute» dell’economia; tuttavia, le cifre aggregate possono talvolta risultare fuorvianti. Noi preferiamo concentrarci sulla differenza tra le variazioni dei lavoratori autonomi e dei lavoratori regolarmente assunti dalle imprese. Quando il numero di dipendenti aumenta più velocemente di quello dei lavoratori autonomi, ciò rappresenta un indicatore piuttosto affidabile di un’economia in rafforzamento”.

LAMBERT – Secondo John Lambert, investment manager delle strategie azionarie globali e UK di GAM, “l’argento è un metallo industriale, mentre l’oro è tipicamente considerato come un «porto sicuro» e uno strumento di copertura contro un’ampia serie di eventi avversi. L’oro evidenzia solitamente delle outperformance in periodi di sofferenza del credito e di peggioramento della performance economica, mentre l’argento ha delle prestazioni migliori quando l’economia è in fase di reflazione e di miglioramento. Il rapporto fra i due ha storicamente fornito indizi molto attendibili in merito ai punti di inflessione nel ciclo prevalente riflettendo, a quanto si dice, le probabili variazioni della politica monetaria con sei mesi di anticipo. Al momento, la tendenza degli ultimi cinque anni circa è ancora intatta, con l’oro in vantaggio. Se ciò dovesse cambiare, possibilmente con la conferma di altri indicatori simili, sarebbe consigliabile che gli investitori prestassero attenzione”.

LAI – Per Michael Lai, investment director strategie azionarie Asia di GAM, “il finanziamento totale dei margini, o il denaro prestato per acquistare azioni e obbligazioni, è un segnale che onitoriamo attentamente visto che riflette il livello di attività speculativa sul mercato. L’indicatore ha registrato un picco di RMB 2200 miliardi a giugno, pari al 10% del flottante del mercato azionario cinese. È un valore elevato se confrontato con quello di mercati sviluppati normali come gli USA, dove l’attività sui margini che si attesta al di sotto del 2% del flottante. A nostro parere, qualsiasi valore superiore a RMB 1500 miliardi, ovvero il 7% del flottante del mercato azionario cinese, ci riporterebbe a livelli scomodamente «esuberanti»”.

HAYWOOD – Secondo Tim Haywood, investment director e responsabile delle strategie obbligazionarie di GAM, “l’attuale produzione di petrolio e cereali supera di gran lunga i consumi. I siti di stoccaggio di molte materie prime (silos, botti,chiatte e granai) sono utilizzati a livelli insolitamente elevati. Il numero di navi cisterna al largo dei porti ASEAN, cinesi o di Galveston, e quelli in transito o stazionanti nel Golfo Persico in attesa di iniziare il proprio viaggio, è nettamente superiore al normale. I prezzi dei future sono superiori a quelli spot, fattore che incoraggia una tale attività di stoccaggio. Secondo fonti statunitensi, britanniche ed europee, vi è attualmente una tendenza a immagazzinare l’abbondante raccolto dell’emisfero nord, anziché sottoporlo a lavorazione. Queste scorte elevate di beni di consumo dovrebbero contribuire a impedire picchi dell’inflazione di base dovuti a carenze di cibo o energia, oppure a impennate dei prezzi. L’assenza di inflazione dovrebbe contribuire a scoraggiare gli aumenti dei tassi e dovrebbe consentire ai consumatori di realizzare risparmi effettivi”.

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