Morgan Stanley IM: Panta rei, dal cambiamento del clima d’investimento al cambiamento dirompente

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di Redazione12 giugno 2018 | 09:48

La capacità di adattarsi al cambiamento nei mercati finanziari è una componente essenziale della nostra filosofia di investimento, spiega una nota a cura di Jim Caron, managing director, portfolio manager e senior member del Morgan Stanley Investment Management Global Fixed Income team, oltre che dell’Asset Allocation Committee focusing on macro strategies. Negli anni successivi alla crisi finanziaria globale, abbiamo compreso come le politiche delle banche centrali e la regolamentazione abbiano influenzato la liquidità di mercato e trasformato il contesto d’investimento. È ciò che abbiamo definito un “cambiamento del clima d’investimento”. Abbiamo creato una soluzione per i nostri clienti incorporando tale cambiamento nella costruzione di strategie a gestione attiva, come il nostro Global Fixed Income Opportunities (GFIO) Fund, un comparto che presenta le giuste dimensioni per il clima di investimento e ci consente di muoverci agilmente e scegliere gli attivi in modo selettivo per generare alfa.

Oggigiorno i gestori degli investimenti devono tener conto anche del cambiamento dirompente, ovvero il cambiamento che scaturisce dalle innovazioni tecnologiche che mettono in discussione le prassi e le strategie di investimento tradizionali e i relativi risultati. Gli asset manager tradizionali lenti ad adattarsi si troveranno ad affrontare queste sfide in aree in rapida evoluzione rispetto al recente passato, quali il flusso delle informazioni, la trasformazione dei dati e i processi decisionali passivi. Ai nostri occhi, il cambiamento dirompente è una forza che trasforma i fattori di mercato da statici a dinamici, e riteniamo che la gestione attiva sia una soluzione per chi ha la capacità di adattarsi e di realizzare cambiamenti strategici.

Statico. Un tempo, il flusso dei dati economici e delle informazioni finanziarie – dalla diffusione dei dati congiunturali alla pubblicazione degli utili – seguiva un ciclo regolare, da calendario. I gestori ricevevano le informazioni simultaneamente, le analizzavano e prendevano una decisione. Si creava in tal modo un equilibrio statico, un prezzo equo ragionato per gli attivi finanziari, la cui variazione era più prevedibile sulla base delle informazioni passate. Il prezzo variava con la diffusione di nuove informazioni.

Dinamico. I progressi tecnologici hanno reso più agevole l’acquisizione in tempo reale di grandi quantità di dati da fonti diverse non statiche. Ingenti volumi di dati, che una volta erano considerati interferenze, possono ora essere trasformati in un segnale. Oggi per comprendere le valutazioni degli attivi si fa meno affidamento sul calendario. Ciò determina un equilibrio dinamico in cui le informazioni in tempo reale hanno maggiore rilevanza nell’adeguamento del prezzo di compensazione di un attivo e nella creazione di una varianza meno prevedibile, ad opera o dell’uomo o delle macchine.

Attivo. I gestori devono integrare nel proprio processo decisionale i nuovi cambiamenti tecnologici e gestire il rischio in modo diverso. Il cambiamento dirompente è quello che segna il passaggio da equilibri statici a equilibri dinamici per i prezzi e le valutazioni degli attivi. Di conseguenza, la volatilità delle quotazioni degli attivi potrebbe evolvere in modo differente, e a nostro giudizio ciò rappresenta un’opportunità per chi sa adattarsi tempestivamente a questo cambiamento. I gestori attivi che lo comprendono e hanno le giuste dimensioni per muoversi con agilità ed effettuare rapidi adeguamenti sono nella posizione più vantaggiosa per eccellere in questo periodo di cambiamento dirompente.

Noi di Morgan Stanley Investment Management trasformiamo in opportunità ciò che alcuni potrebbero considerare un cambiamento dirompente costruendo portafogli pensati per ridurre le interferenze e isolare il segnale. In base a ciò prendiamo decisioni di investimento e formuliamo strategie per ottimizzare la performance. Siamo in grado di adattarci alle nuove dinamiche, rimanendo allo stesso tempo fedeli ai principi economici fondamentali, un approccio che riteniamo sia quello corretto.

Anche l’asset allocation dinamica è una soluzione. È qui che la nostra esperienza globale si rivela fruttuosa, poiché aumenta il numero delle obbligazioni disponibili per la selezione in tutto il mondo, al fine di creare portafogli diversificati con rischi di correlazione più bassi. Dal lancio del nostro comparto, avvenuto nel 2011, ciò ci ha consentito di generare non solo una performance assoluta vigorosa, ma anche rendimenti corretti per il rischio con un indice di Sharpe pari a 1,3. Lo ribadiamo, GFIO ha le giuste dimensioni e può reagire rapidamente e in modo dinamico per modificare le allocazioni, quando sul mercato si presentano opportunità di investimento.

Rendimenti nell’Anno solare (%) 2017 2016 2015 2014 2013 2012 2011
Classe A Azioni 7,05 4,35 (1,37) 4,84 1,81 15,48
La performance passata non è un indicatore affidabile dei risultati futuri. I rendimenti possono aumentare o diminuire per effetto delle oscillazioni valutarie. Tutti i dati di performance sono calcolati in base al valore del patrimonio netto (NAV), al netto delle spese, e non comprendono le commissioni e gli oneri relativi all’emissione e al rimborso delle quote. Tutti i dati relativi alle performance e agli indici sono tratti da Morgan Stanley Investment Management.

 

Il nostro Global Fixed Income Opportunities Fund ha le dimensioni giuste per adattarsi velocemente al mutevole contesto d’investimento. Costruiamo il portafoglio e definiamo la sua asset allocation per generare performance interessanti, minimizzando al contempo la volatilità dei rendimenti. Lo facciamo attraverso una gestione attiva, ovvero utilizziamo la gestione attiva come metodo per ridurre, non aumentare, la volatilità della performance del comparto. Il cambiamento è dirompente solo se non ci si sa adattare.

Il valore degli investimenti e i proventi da essi derivanti possono tanto aumentare come diminuire e il capitale restituito può essere inferiore a quello investito.


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