Risparmio gestito, tre mesi in apnea

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Chiara Merico di Chiara Merico4 settembre 2018 | 14:23

TRIMESTRE COL SEGNO MENO – Nel secondo trimestre del 2018 l’industria del risparmio gestito ha riportato deflussi per circa 5 miliardi di euro (-4.947 miliardi). I fondi aperti, fa sapere Assogestioni, hanno registrato sottoscrizioni nette per 1,1 miliardi. Il saldo trimestrale delle gestioni di portafoglio è in flessione di 5,8 miliardi. La raccolta netta del sistema da inizio anno ammonta a circa 10 miliardi. Il patrimonio gestito è di 2.067 miliardi di euro. Le masse investite nelle gestioni collettive totalizzano circa 1.059 miliardi (51% degli Aum); gli asset impiegati nelle gestioni di portafoglio sono pari a 1.007 miliardi (49% degli Aum). Nel trimestre i risparmiatori italiani hanno orientato le proprie preferenze sui prodotti monetari (+3,5 miliardi), sui bilanciati (+3,1 miliardi) e sui flessibili (+2,9 miliardi). Sono 33 i gruppi che promuovono fondi aperti Pir compliant. Questi prodotti nel secondo trimestre hanno registrato una raccolta netta di 1,3 miliardi di euro (+3,3mld da inizio anno).

DEFLUSSI IMPORTANTI E OPERAZIONI INFRAGRUPPO – Per quanto riguarda le singole società, in testa alla classifica del periodo c’è Poste Italiane con 5.515,9 milioni di euro, seguita da Axa Im con 2.767,7 e da JpMorgan Asset Management con 1.106,7 milioni. Giù dal podio troviamo Morgan Stanley con 1.075,1, seguita da Amundi con 875,5 milioni. Per quanto concerne i maggiori deflussi nel trimestre, in cima alla classifica troviamo il gruppo Bnp Paribas con -6.416,4 milioni di euro (leggi qui), seguito dal Credito Emiliano con -3.514,3 milioni di euro e dal gruppo Deutsche Bank con -1.122,5 milioni. Per quanto riguarda Credem, il gruppo precisa: “non si tratta di disinvestimenti ma del trasferimento del mandato di gestione delle gestioni separate vita da Euromobiliare AM Sgr a Credemvita che ha comportato l’uscita dal perimetro della rilevazione Assogestioni di 3.670 milioni di euro”. Più giù in classifica troviamo il gruppo Banco Bpm con -902,6 milioni; Anima Holding con -822,1, il gruppo State Street Global Advisors con -776,8 milioni, il gruppo Generali con -723,7 milioni, il gruppo Lyxor con -714,6 milioni, Franklin Templeton Investments con -697,3 milioni ed Ersel con -347,5 milioni. In merito al dato di raccolta del trimestre, il gruppo Generali fa sapere in una nota che il risultato è dovuto principalmente ad operazioni infragruppo. Per quanto concerne invece il gruppo Intesa Sanpaolo, che nel trimestre ha realizzato una raccolta pari a 294,6 milioni di euro (319 Eurizon Capital, -24,4 Fideuram), Eurizon, informa una nota, “risulta prima sui fondi aperti sostenibili e responsabili con un patrimonio di 4.848 milioni di euro e una raccolta di 506 milioni di euro nel trimestre e 1.264 da inizio anno”. Massimo Mazzini, responsabile marketing e sviluppo commerciale, ha commentato: “Da tempo in Eurizon stiamo indirizzando i nostri sforzi verso la creazione di una gamma d’offerta che coniughi l’obiettivo di creazione di valore di lungo periodo per i risparmiatori con una forte attenzione allo sviluppo di un sistema produttivo rispettoso dei principi ambientali, sociali e di governance (ESG). All’interno di un processo d’investimento che complessivamente recepisce tali principi, abbiamo sviluppato a oggi 17 fondi caratterizzati dal focus su questa tipologia d’investimenti. Questi risultati in termini di raccolta, di cui siamo molto soddisfatti, – aggiunge Mazzini – dimostrano che i distributori sono al nostro fianco nel promuovere gli investimenti sostenibili e che risparmiatori italiani sono sensibili e ricettivi verso questi temi”


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