Neuberger Berman: con inflazione più elevata volatilità diverrà strutturale

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di Luca Spoldi 21 Febbraio 2018 | 16:12

Volatilità sta diventando fattore strutturale

Quando, dopo anni di gelo, l’economia mondiale inizia a scaldarsi e il ghiaccio liscio e levigato sui cui poggiano i mercati finanziari inizia a sciogliersi” occorre fare attenzione: l’aumento della volatilità rischia infatti di diventare “un aspetto strutturale, non temporaneo”, “direttamente collegato alle aspettative di crescita dell’inflazione e dei tassi di interesse” come segnalano gli esperti di Neuberger Berman.

Necessario approccio variabile

Il gestore dedica molto tempo all’analisi e alla formulazione di aspettative sulle correlazioni tra più asset class e tra più settori. Movimenti nelle correlazioni, infatti, “richiedono un approccio variabile alla creazione di portafogli multi-asset o, nel caso del reddito fisso, multi-settoriali”. È un argomento complesso e ricco di sfumature, ma è possibile fare alcune osservazioni.

Correlazioni di lungo termine legate a inflazione

“Abbiamo scoperto che le correlazioni di lungo termine, misurate sull’arco di tre o cinque anni, sono estremamente dipendenti dal regime inflazionistico prevalente” sottolineano gli analisti che poi precisano: “regimi di bassa inflazione hanno generalmente prodotto una correlazione negativa tra i prezzi degli asset rischiosi e quelli degli asset privi di rischio. Viceversa, in regimi di inflazione elevata, hanno generalmente presentato una correlazione positiva”.

Inflazione nel breve termine può ridurre propensione al rischio

Le correlazioni di breve termine (giorni, settimane o mesi) “sono soggette a un ventaglio di fattori più ampio, ma l’inflazione rimane un elemento importante”: il passaggio da un regime di inflazione a un altro causa infatti attriti e instabilità. L’instabilità nelle correlazioni di breve termine “spesso porta a un a minor propensione al rischio, induce a ridurre il ricorso alla leva e aumenta la volatilità”.

Rialzo inflazione positivo, ma crea più turbolenze

È importante ricordare, concludono gli esperti di Neuberger Berman, “che l’avvicinamento a livelli di inflazione in linea con gli obiettivi delle politiche è, in ultima analisi, un fenomeno positivo. E se vogliamo ritornare alla normalità, se vogliamo cioè ritornare a uno scenario in cui le banche centrali ricoprano il ruolo che avevano prima della crisi finanziaria, si tratta di un’esigenza imprescindibile”. Ma fa anche parte di un “disgelo che interessa i mercati finanziari e che farà crepare e sciogliere il liscio ghiaccio invernale”, rendendo la nostra corsa sui pattini molto più accidentata.

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