Su quali asset puntare visto il quadro dei mercati

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di Luca Spoldi 5 Aprile 2018 | 10:36

Tassi d’interesse resteranno sotto i livelli pre-crisi

A fronte di indicatori economici che “restano per ora solidi, anche se il ritmo della ripresa sta rallentando”, le condizioni finanziarie “sembrano destinate a diventare più stringenti e finiranno per influenzare l’attività economica, forse già alla fine di quest’anno” secondo gli esperti di Degroof Petercam AM, che prevedono che i tassi di interesse di equilibrio attesi (e quindi i tassi di politica monetaria reali) restino “inferiori rispetto agli standard del periodo antecedente la crisi”.

Degroof Petercam AM punta sull’azionario europeo

Uno dei principali rischi secondo gli uomini di Degroof Petercam AM “continua ad essere l’aumento del protezionismo globale, nuovamente sotto i riflettori con l’aumento delle tensioni transatlantiche in seguito alla proposta di dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio di Trump”. Ciò detto, gli esperti continuano a suggerire di puntare sull’azionario europeo, perché le valutazioni “restano ragionevoli” (14,3 volte gli utili stimati) e i rendimenti da dividendo rimangono alti rispetto ai rendimenti obbligazionari. La crescita degli utili, inoltre, “è probabilmente sottostimata considerato lo scenario macroeconomico e la forza attuale dell’euro”, mentre la politica monetaria si conferma accomodante.

Bond governativi emergenti, incertezza in aumento

Suggerito anche un leggero sovrappeso sulle obbligazioni governative dei paesi emergenti in valuta locale: “la solidità dell’euro maschera le ottime prestazioni delle obbligazioni governative degli emergenti in valuta locale, trainate da una pressione sui differenziali di rendimento costante” spiegano gli esperti, secondo i quali tuttavia le principali economie emergenti come la Russia, il Messico, il Brasile e la Turchia “sono caratterizzate da una crescente incertezza, soprattutto di natura politica”. Pertanto, nel breve periodo è opportuno restare più cauti nei confronti del settore.

Prudenza anche sui bond corporate europei

Sulle obbligazioni corporate europee ad alto merito di credito il suggerimento è di restare neutrali, dopo che durante le turbolenze dei mercati di febbraio “gli spread si sono in parte ampliati e abbiamo assistito a una serie di flussi in uscita dal mercato delle obbligazioni in euro ad alto merito creditizio”, pur a fronte di un rischio default che resterà sotto controllo nel prossimo futuro grazie a “fondamentali sufficientemente solidi e tassi d’interesse bassi”.

Evitate i T-bond, meglio obbligazioni legate all’inflazione

Da sottopesare invece le obbligazioni governative: i rendimenti obbligazionari siano infatti giudicati a rischio di rialzo, in particolare negli Stati Uniti più che in eurolandia “a causa di differenze nelle prospettive d’inflazione, nella fase di normalizzazione della politica monetaria, e nelle dinamiche della domanda e dell’offerta. Infine, gli esperti di Degroof Petercam AM continuano a sovrappesare le obbligazioni collegate all’inflazione globale.

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