Coronavirus, stabilizzazione probabile verso metà aprile

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di Luca Spoldi 18 Marzo 2020 | 16:07

Coronavirus: Germania come Italia dopo 8 giorni

L’andamento della pandemia di coronavirus Covid-19 è prevedibile con matematica certezza? Sì secondo quanto sostiene l’economista tedesco Henrik Enderlein, il cui modello indica un ritardo di 8 giorni tra l’espansione della pandemia in Italia e in Germania e finora pare aver centrato il bersaglio. Il primo marzo in Italia c’erano 1.100 contagiati saliti il 3 marzo a 2 mila e l’8 marzo a 6 mila, mentre il 9 marzo in Germania ce n’erano mille, l’11 marzo 1.900 e il 16 marzo poco più di 6 mila. Per la cronaca, il “modello Enderlein” prevede anche un ritardo di 6 giorni per la Spagna, 9 per la Francia, 14 giorni per la Gran Bretagna.

Anche il Cnr studia il fenomeno

Intanto in Italia l’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iac), con una ricerca condotta da Giovanni Sebastiani in collaborazione con Marco Massa dell’Imperial College di Londra, sta analizzando su base giornaliera l’evolversi della diffusione del Covid-19 in Italia. La strategia adottata, spiega una nota, prevede lo studio del fenomeno di diffusione del contagio attraverso modelli e metodi matematici e statistici di vario tipo.

Due approcci: parametrico e matematico

Il primo approccio sfrutta modelli parametrici (in particolare quello geometrico e quello logistico), in alternativa, è stato considerato un modello matematico a “compartimenti” che accanto alle tradizionali categorie (i suscettibili di essere infettati, gli infetti, i guariti e i deceduti) affianca quelle dei portatori sani, non rilevabili dai dati, ma ben presenti sul territorio. Per questi due approcci, i dati disposizione sono sufficienti per stimare i parametri dei modelli ed effettuare previsioni sulle principali caratteristiche della pandemia, ad esempio la durata, la percentuale di infetti e di morti.

Rallentamento tasso di crescita entro 6-7 giorni

I principali risultati ottenuti analizzando i dati fino al 16 marzo hanno consentito di rilevare negli ultimi giorni una seppur modesta diminuzione del tasso di crescita della frazione dei contagiati in Lombardia. Entro 6 o 7 giorni ci attende una significativa riduzione del tasso di crescita, dovuto alle misure di limitazione della mobilità contenute nel decreto ”Io resto a casa” dell’11 marzo, precisa la nota del Cnr. Stesse considerazioni possono essere fatte a partire dai risultati delle regioni del Centro Italia non confinanti con la Lombardia: Toscana, Umbria, Marche, Lazio ed Abruzzo.

L’esodo verso Sud ha accelerato il contagio

Per le regioni del Sud, escluse Basilicata e Molise, dove i numeri sono ancora ridotti, si osserva un aumento del tasso di crescita avvenuto dopo una precedente diminuzione. “Tale aumento è purtroppo avvenuto 3-4 giorni dopo l’esodo dal Nord al Sud dell’8 marzo, giorno dell’approvazione del decreto che istituiva la zona rossa in Lombardia” aggiunge il Cnr secondo cui “probabilmente” gli effetti dell’esodo hanno influito negativamente sul contagio. In base ai dati al momento disponibili, analizzati secondo il primo approccio, conclude la nota, si può stimare che la stabilizzazione della frazione dei contagiati si registrerà tra il 25 marzo e il 15 aprile. Se cosi fosse non è improbabile che il 3 aprile il premier Giuseppe Conte possa optare per una proroga di almeno altri 15 giorni del “lockdown” in essere.

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