Trade war, le implicazioni per gli investimenti secondo Lombard Odier IM

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di Finanza Operativa 6 Luglio 2018 | 17:30

Di Charles St Arnaud, Senior Investment Strategist di Lombard Odier IM

Esiste un rischio elevato che inizi una vera e propria guerra commerciale – non ultimo perché entrambe le parti credono fermamente di avere ragione. A nostro avviso, la controversia ha già avuto un impatto sulla propensione al rischio degli investitori interessati, portando alla sotto performance di molti asset rischiosi. Sono significative le portabilità di imbatterci in un periodo caratterizzato da una spirale di provocazioni reciproche tra i protagonisti.

Il Presidente Trump ha anticipato la sua prossima mossa, e cioè dazi per le importazioni di automobili negli Stati Uniti. Se confermato, questo dazio andrebbe principalmente a colpire Canada, Giappone, Messico, Germania e Corea. L’impatto maggiore verrebbe probabilmente subito da Canada, Messico e Giappone, poiché le esportazioni di auto negli Stati Uniti rappresentano rispettivamente l’11%, il 7% e il 6% delle esportazioni totali di questi Paesi.

L’economia candese subirebbe un grave shock e il paese potrebbe trovarsi in un periodo di recessione. Anche il Messico, sebbene non esposto come il Canada, potrebbe inoltre subire un impatto altrettanto negativo. In Germania, nonostante il settore automobilistico sia particolarmente importante per l’economia domestica, gli scambi commerciali diretti con gli Stati Uniti sono inferiori rispetto agli altri Paesi, fattore che in qualche modo protegge il paese.

In termini di crescita economica, il potenziale impatto diretto dei dazi doganali approvati finora rimane modesto. Il rischio deriva però dai segnali inviati ai mercati, che hanno iniziato a concentrarsi sulla possibilità di una grave escalation della guerra commerciale. Gli investitori devono monitorare attentamente la propria esposizione agli asset di rischio, in particolare titoli azionari e mercati emergenti.

Tuttavia, è importante sottolineare che i fondamentali sottostanti di molti segmenti all’interno delle economie in via di sviluppo sono molto più forti rispetto al 2013. Se i rischi esterni dovessero stabilizzarsi, allora ci aspetteremmo un forte incremento degli asset rischiosi, basato su valutazioni e fondamentali. La tesi strategica per accedere ai premi di rischio dei mercati emergenti rimane robusta.

Il vertice della NATO a luglio sarà l’occasione giusta per il presidente Trump per coinvolgere le sue controparti.  L’elemento fondamentale per i mercati sarà l’eventuale ripetersi del confronto avvenuto nel recente G7 o un l’utilizzo di tono più conciliante “.

Implicazioni per gli investimenti:

  • I mercati stanno iniziando a concentrarsi sulla possibilità di una grave escalation nella disputa commerciale tra gli Stati Uniti e i partner commerciali;
  • Gli investitori devono monitorare attentamente la propria esposizione agli asset rischiosi, in particolare titoli azionari e asset dei mercati emergenti;
  • Se gli Stati Uniti proseguiranno nel progetto di imporre dazi alle importazioni di automobili, il Canada e il Messico saranno probabilmente le economie più colpite. Crediamo che entrambi i paesi potrebbero entrare in una fase di recessione;
  • Riteniamo che esista una significativa possibilità che le relazioni commerciali si deteriorino ulteriormente, con conseguenze dannose per il commercio e l’economia globale;
  • Tuttavia, qualora dovessero emergere dei segnali di un compromesso, prevediamo un forte incremento degli asset rischiosi.

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