Grecia – La Germania fa pressioni

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di Giacomo Berdini 26 Aprile 2010 | 11:30
La coalizione di governo tedesca si dice favorevole all’intervento in caso di pericolo per l’euro, ma non senza delle garanzie da parte di Atene. Il governo greco si mostra ottimista sul fatto che gli aiuti bloccheranno il collasso, ma il costo totale del salvataggio rischia di lievitare.

Dopo la decisione della Grecia di avviare la richiesta di aiuti di emergenza a Ue e Fmi, la Germania assume una posizione favorevole sulla questione del salvataggio, non senza porre delle condizioni.
La coalizione del cancelliere tedesco, Angela Merkel (nella foto), di cui fanno parte i Cristiano Democratici (CDU) e i liberali Free Democrats, appoggerà infatti il piano di aiuti alla Grecia in caso di pericolo per l’euro. A dichiararlo è stato Volker Kauder, funzionario senior del CDU: “Se le condizioni vengono soddisfatte, lo faremo. Il cancelliere ha sempre detto che l’ultima chance si verifica quando la stabilità dell’euro viene messa in pericolo. Penso che avremo la maggioranza nella coalizione”, ha spiegato Kauder.

Nel frattempo il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, incontra oggi i gruppi parlamentari della coalizione di governo per discutere del pacchetto di aiuti per la Grecia da parte della zona euro e del Fondo monetario internazionale. La Germania, comunque, si oppone ad aiuti incondizionati alla Grecia, che deve presentare prima un credibile piano di riduzione del debito, come puntualizzato dal ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle: “Fare promesse di aiuti concreti e veloci ha il solo effetto di spostare le pressioni fuori dalla Grecia”.
”Al di sopra di tutto”, ha aggiunto Westerwelle , “bisogna prima attuare un piano di consolidamento del bilancio”, altrimenti, a dire del ministro, la Grecia non sarà obbligata ad agire “con la necessaria applicazioni e disciplina”.

Da Atene comunque giungono segnali di ottimismo, e il ministro delle Finanze greco, George Papaconstantinou, ha affermato che gli aiuti arriveranno in tempo per evitare il default: “La Grecia ha colloqui in corso con Unione europea e il Fmi al fine di far arrivare gli aiuti entro la scadenza del 19 maggio”, ha dichiarato, sottolineando che per far fronte agli eventuali ritardi è possibile l’emissione di prestiti ponte.
Tuttavia, è sempre più evidente che un prestito da 45 miliardi di euro non sarà sufficiente a risolvere la situazione. In merito a ciò, il ministro dell’Economia francese Christine Lagarde ha sottolineato che l’impegno da 30 miliardi da parte dei paesi della zona euro, era valido solo per il primo anno del piano triennale e che i colloqui sull’ammontare del totale sono ancora in corso.

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