Usa, consumi ai massimi degli ultimi sei trimestri

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di Finanza Operativa 26 Agosto 2016 | 15:03

Di Vincenzo Longo, market strategist di IG

L’economia Usa è cresciuta nel secondo trimestre dell’anno dell’1,1% annualizzato, in rialzo dallo 0,8% del trimestre precedente. Il dato è stato rivisto leggermente al ribasso rispetto alla stima flash (+1,2%). L’accelerazione della crescita è per lo più dipesa da una sensibile ripresa della spesa per consumi che nel trimestre è cresciuta del 4,4% (da +4,2%). È il livello più alto dal 4° trimestre del 2014. Bene anche le esportazioni, che sono tornate a crescere grazie a un dollaro più stabile dopo l’apprezzamento della prima parte dell’anno. Hanno deluso, invece, gli investimenti privati, la cui discesa è peggiorata considerevolmente, così come la spesa pubblica.

Nel complesso, la delusione di questo report viene in parte smorzata dalla buona lettura dei consumi, che compongono il 70% dell’economia americana. Le reazioni sui mercati sono apparse piuttosto contenute, anche in vista del discorso della Yellen che parlerà oggi da Jackson Hole. La numero uno commenterà a caldo anche le figure odierne e potrebbe sottolineare che i prossimi dati macro saranno strategici per eventuali rialzi da qui fino a fine anno. Ci aspettiamo che un ritocco a dicembre possa essere abbastanza verosimile, anche se i dati macro statunitensi dovessero continuare ad uscire con questo tenore. In questo momento le aspettative incorporate nei Fed Funds future mostrano una probabilità di ritocco a dicembre intorno al 55%, in aumento nell’ultima settimana.

Sul fronte valutario, il dollaro ha perso terreno verso le principali divise mondiali. Il cross Eur/Usd si è spinto sino a 1,1310, mentre quello Usd/Jpy sta tornando a mettere pressione verso 100,00. Segnali più forti arrivano dal mercato governativo, dove il rendimento del Treasury a 10 anni è in forte discesa, mentre quello a 2 anni rimane piuttosto stabile. Frutto di ciò, i segnali di flattening della curva Usa sul tratto 2-10 anni continuano, incorporando così l’aspettativa di un rialzo dei tassi Usa in un contesto di crescita di medio lungo periodo non entusiasmante. Questo movimento potrebbe essere il riflesso di un certo smarrimento degli investitori dovuto alle dichiarazioni dei vari membri Fed che continuano a rimarcare come dei rialzi dei tassi nei prossimi meeting sono possibili, nonostante i dati macro non siano particolarmente brillanti.

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