Premier League: i “naming rights” valgono oltre 135 milioni di sterline

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di Finanza Operativa 26 Febbraio 2018 | 13:30

Negli ultimi quattro anni, i naming rights (diritti di denominazione) degli stadi della Premier League sono aumentati di oltre l’80% passando dai 74,6 milioni di sterline annui del 2013 ai 135,6 milioni annui del 2017, un effetto della crescita registrata dal valore economico complessivo del campionato di calcio inglese. Il dato emerge da uno studio di Duff & Phelps, società specializzata nelle valutazioni complesse e nei servizi di corporate finance, che ha calcolato il valore potenziale degli impianti in cui giocano le venti squadre partecipanti al campionato combinando diversi parametri
L’Old Trafford (75.643 posti), di proprietà del Manchester United, è lo stadio con il maggiore valore potenziale con 26,2 milioni di sterline all’anno, 7,1 milioni in più rispetto al Manchester City, seconda nella graduatoria.

Inoltre, secondo le valutazioni di Duff & Phelps, le prime sei squadre della Premier League, che giocano regolarmente nelle competizioni europee, si dividono oltre il 77% dei 135,6 milioni di sterline potenzialmente attribuibili ai naming rights stagionali. Le due squadre di Manchester generano da sole oltre il 33% del totale e le cinque di Londra più del 40%.

Il Chelsea FC occupa il terzo posto con un potenziale di circa 18 milioni, mentre il Tottenham Hotspur FC, che prevede di traslocare in un nuovo stadio nella prossima stagione, potrebbe incassare oltre 15 milioni di sterline a stagione. Il West Ham, che si colloca a metà della classifica, avrà la possibilità d’incrementare il suo potenziale al nuovo Olympic Stadium da 66.000 posti. Con il suo stadio St James’ Park da 52.405 posti e una base di tifosi molto fedele, il Newcastle United si colloca nella metà superiore della tabella. Il Leicester City FC, che ha vinto la Premier League nel 2016, che si è già assicurato un accordo per i naming rights, e si colloca a metà della classifica.

Trevor Birch, Managing Director e Head of UK Sports di Duff & Phelps, ha dichiarato: “La domanda di sponsorizzazioni per l’attività delle principali squadre non dà segni di cedimento. Negli ultimi due anni abbiamo assistito a un enorme aumento del valore per le società più prestigiose, soprattutto per lo shirt branding e il product endorsement. Sebbene nel Regno Unito non si registri per i naming rights l’entusiasmo degli Stati Uniti, lo studio dimostra che vi è il potenziale per farne un importante flusso di redditi. I club sono alla continua ricerca di nuovi modi per generare valore e, se si considera la costante domanda internazionale per i diritti TV di Premier League, potremmo essere all’inizio di un periodo in cui le squadre decideranno di monetizzare i diritti per i loro stadi. E’ un’opportunità importante: finora solo il 40% dei club (tra i quali Arsenal, Manchester City, Leicester, Stoke City, Brighton e Hove Albion) ha attribuito i diritti di naming per i propri stadi”.

Michael Weaver, Managing Director di Duff & Phelps e Head of UK Valuation Advisory, ha aggiunto: “La ricerca di nuove soluzioni per generare flussi di reddito ha portato in questa stagione alcuni club a definire accordi per sponsorizzare le maniche delle maglie, come per esempio l’Everton con Rovio Angry Birds. La performance nella Premier League ha un valore implicito di grande rilevanza e le società e sono sempre più impegnate nella ricerca di soluzioni per massimizzarlo”.

Enrico Rovere, Managing Director di Duff & Phelps Valutation Advisory Services Italia, ha dichiarato: “L’evoluzione registrata nel Regno Unito indica che le potenzialità economiche del sistema calcio sono notevoli. Crediamo che anche in Italia, nella diversità delle condizioni rispetto al Regno Unito, i club abbiano già oggi la possibilità di valorizzare al meglio il loro prodotto”.

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