Cina, per il 2015 niente più svalutazioni dello yuan

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di Finanza Operativa 20 Agosto 2015 | 17:00

A cura di David Basola, Responsabile per l’Italia di Mirabaud Am
Dopo la svalutazione del 4,5% contro il dollaro in tre giorni, la correzione del renminbi nel breve termine è terminata. L’intervento della Banca centrale cinese ha aiutato lo yuan a rimanere ad un livello ragionevole, con i funzionari che hanno definito “infondati” i timori di un deprezzamento del 10%.
A nostro avviso, la svalutazione non è sufficiente affinché ci sia un impatto significativo sulle esportazioni, tuttavia altri Paesi asiatici potrebbero risentire degli effetti di una Cina più competitiva. La reazione dei mercati è stata esagerata e riflette le paure di una decelerazione dell’attività economica in Cina. Per di più, un renminbi debole sarà leggermente positivo per l’inflazione cinese – è ancora ben al di sotto del 3% – ma deflazionistico nel resto del mondo.
Per i dati relativi all’attività economica, notiamo che un certo effetto base e condizioni meteorologiche avverse hanno avuto un ruolo importante, insieme ad una domanda debole. Per quanto concerne le vendite al dettaglio, queste sono aumentate per tutte le categorie: soltanto le forniture d’ufficio sono precipitate di 10 punti percentuali.

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