Nessuno salvi la Grecia

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La Commissione europea persiste nella linea di non intervento nei confronti del debito greco, ma il valore dei titoli di Atene è a rischio e con lei la credibilità dell’Euro. Per questo, indiscrezioni apparse sul quotidiano francese Le Monde parlano di un imminente intervento dell’Europa.

di Giacomo Berdini28 gennaio 2010 | 14:45

La Commissione europea non considererà alcun piano di salvataggio per la Grecia finché i tempi non saranno maturi.
Lo ha dichiarato Amelia Torres, portavoce del commissario Ue gli affari economici e finanziari Joaquim Almunia, la quale crede che la nazione abbia la volontà politica di correggere il deficit pubblico:
“Con la determinazione la Grecia può tagliare il deficit”, ha spiegato la Torres, sottolineando come nel passato “altri paesi abbiano fatto gli stessi sforzi, se non addirittura maggiori”.

Nel 2009, i rapporti deficit/pil e debito/pil della Grecia sono stati rispettivamente pari al 12,7% e al 120%, lontanissimi dai parametri di Maastricht. Questi dati sono emersi dopo che le precedenti statistiche, presentate dalla Grecia alla Commissione Ue, sono risultate ben lontane dalla realtà.
La Torres ha dunque escluso qualsiasi piano alternativo e non ha inteso commentare le indiscrezioni di stampa che parlano di un progetto di salvataggio della Grecia che sarebbe oggetto di discussione tra diversi stati membri dell’Unione europea.

Dal canto suo la Grecia, attraverso le parole del primo ministro George Papandreou, ha ribadito l’impegno della nazione per risanare i conti pubblici:
“Nell’Eurozona vogliamo rimanerci assolutamente, per noi si tratta di una esperienza positiva, di un modello di stabilizzazione. Crediamo fermamente in una forte cooperazione in Europa”, ha dichiarato a margine del World Economic Forum di Davos, “la gente si aspetta un piano serio, noi lo abbiamo, lo abbiamo portato alla Commissione Ue e lo seguiremo passo dopo passo”.

Il dissesto dei conti pubblici della Grecia sta spingendo in alto i rendimenti dei titoli di stato di Atene, rendendo ogni giorno più oneroso il finanziamento del debito, sempre che ci siano investitori disposti a scommettere su Atene.
Questa mattina la spread tra i titoli di stato decennali della Germania (il paese meno rischioso dell’Eurozona) e quello della Grecia sono saliti a 375 punti base. Nei fatti Atene paga il 3,75% in più della Germania e il continuo lievitare del premio di rischio sta portando il costo del debito pubblico della Grecia a livello di ”titoli spazzatura”. Si rischia una crisi di fiducia che potrebbe mettere in ginocchio Atene rendendola incapace di onorare gli impegni con il mercato finanziario. Conseguenze negative anche sulla credibilità dell’Euro.

Secondo l’edizione online del quotidiano francese Le Monde, alcuni governi dell’Eurozona stanno seriamente discutendo un piano di salvataggio delle Grecia, “ci sarebbero anche Germania e Francia, si tratterebbe di operare in collaborazione con le istituzioni europee, per trovare un meccanismo di assistenza finanziaria”, scrive Le Monde.
L’intervento però, scrive il quotidiano, sarebbe condizionato a un rafforzamento del piano di risanamento presentato da Atene, all’inizio di gennaio, alla Commissione e al parlamento greco.

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