Lehman Brothers, la richiesta delle banche italiane

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di Fabio Coco 22 Settembre 2009 | 08:38
Scade il termine per la registrazione dei crediti, ad eccezione delle obbligazioni, presso il colosso bancario finito in bancarotta un anno fa. E le banche italiane, rivelano la propria esposizione sui derivati.

Tutti coloro che vantano un credito presso Lehman Brothers Holdings (Lbhi), farebbero bene a correre dai propri legali, per iscrivere la propria richiesta di risarcimento. Scade oggi, infatti, il termine per la registrazione dei crediti, ad eccezione delle obbligazioni, presso il colosso bancario finito in bancarotta un anno fa.

Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, diversi sono gli istituti creditizi italiani che registrano posizioni creditizie su contratti derivati nei confronti di Lbhi. Se [s]Intesa Sanpaolo[/s] vanta la maggior richiesta creditizia pari ad 80 milioni di dollari, minori, seppur consistenti, sono le iscrizioni delle altre banche italiane.

Un’importante esposizione è stata quella presentata da [s]Banco Popolare[/s], attraverso [s]Banca Aletti[/s] e Banca Popolare di Novara, pari a 18,8 milioni di dollari per Aletti, suddivisi su tre diversi contratti derivati, scrive il quotidiano. Si tratta, infatti, di una posizione da 5,86 milioni verso Lehman Brothers Special Financing, un’altra da 7,8 milioni di dollari verso la britannica Lbie (sempre garantita da Lbhi) ed un’altra ancora da 5,1 milioni nei confronti di Lehman Brothers Finance SA.

Infine c’è anche l’istituto guidato da [p]Alessandro Profumo[/p]. UniCredit, infatti, vanta un’iscrizione creditizia da 5,7 milioni di dollari su un derivato di Lehman Brothers SA, anch’esso garantito da Lbhi.

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